Il tavolo al Mise

di Chia.Fa.

Ennesima fumata nera al tavolo del ministero dello Sviluppo economico (Mise) per la vendita della Novelli. Non si registrano passi in avanti nella delicatissima vertenza del Gruppo umbro che occupa 300 lavoratori tra Spoleto, Terni e Amelia e su cui il Consiglio di amministrazione tecnico e il ministero dello Sviluppo economico hanno indicato la strada della vendita alla famiglia Greco di Cariati (Cosenza) come unico percorso per salvare l’industria agroalimentare che produce pane e uova coi marchi Ovito e Interpan. A mancare è sempre la firma dei tre soci storici che a più riprese hanno manifestato perplessità sull’operazione di cessione al prezzo simbolico di un euro. In particolare Enzo Novelli mercoledì ha scritto una lettera ai lavoratori, tornando ancora una volta a manifestare perplessità per l’assenza del piano industriale.

Stallo totale I veleni e le accuse incrociate intanto si moltiplicano, mentre stanno per cedere i nervi degli operai che dal 2012, ossia da quando l’azienda è stata sottoposta a concordato preventivo e affidata al Consiglio di amministrazione tecnico guidato da Alessandro Musaio, affrontano sacrifici immensi per difendere il posto di lavoro e il futuro del glorioso Gruppo. Tra loro anche un centinaio di addetti col contratto in scadenza al 31 dicembre, si tratta dei cosiddetti avventizi agricoli che in molti casi, però, operano da diversi anni all’interno dell’azienda. L’impasse sulla vertenza si protrarrà almeno fino a giovedì pomeriggio quando verrà aggiornato il tavolo al Mise formalmente aperto mercoledì. A confermare lo stallo sono direttamente le organizzazioni sindacali con una nota congiunta: «Il Cda e il Mise faranno un ultimo tentativo di pressione sui soci al fine di avere una risposta definitiva sulla cessione delle quote. In caso di risposta negativa – prosegue il documento diffuso dalle tre sigle sindacali – il Cda esporrà le strade percorribili per chiudere la vertenza nelle prossime ore non escludendo soluzioni straordinarie a garanzia dell’occupazione e delle attività produttive».

La lettera di Enzo Novelli ai lavoratori Quali siano le manovre al vaglio del board che da quattro anni guida il Gruppo non è al momento noto, ma di certo resta il rifiuto ad apporre la firma e autorizzare l’operazione di Enzo Novelli che ieri ha indirizzato una lettera ai lavoratori stremati dalla crisi. Il documento sarebbe stato affisso all’interno dei siti della Novelli e subito rimosso: «Tutti finora hanno attaccato i soci additandoli come coloro che ostacolano un’operazione indicata come risolutiva di ogni problema, ma ritengo che cedere il Gruppo a soggetti di cui si sa poco o nulla non sia un atto di responsabilità nei confronti dei lavoratori. Perché si chiede a gran voce un nostro passo indietro – scrive Enzo Novelli – ma non veniamo neanche convocati ai tavoli istituzionali dove si discute la cessione delle nostre quote? Ho trascorso la vita nelle aziende che hanno creato i miei nonni e che insieme ai miei fratelli abbiamo contributo a far crescere per questo le minacce e i sit-in non potranno mai costringermi a fare quello che ritengono sbagliato».

@chilodice

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