di Daniele Bovi

Dopo quasi sei ore di riunione la sintesi più efficace la fa il vicepresidente della Ternana Paolo Tagliavento, con un’espressione tutt’altro che soddisfatta: «A ora possiamo costruire lo stadio senza la clinica; interpreti lei se è una cosa positiva o meno». Giovedì negli uffici della Regione di piazza Partigiani la conferenza di servizi ha pronunciato una prima parola definitiva sul progetto stadio-clinica proposto dal presidente della Ternana Stefano Bandecchi: il parere è positivo ma con prescrizioni e condizioni, che riguardano la clinica privata – voluta dal patron rossoverde – sulla quale la sanità regionale ha espresso un dissenso motivato.

VIDEO – TAGLIAVENTO: «ESITO NON POSITIVO»

PODCAST: CICLONE BANDECCHI E L’AFFARE STADIO-CLINICA

La clinica In sintesi, la Regione ha spiegato che la clinica andrà prima prevista nel nuovo piano regionale della sanità, preadottato mesi fa dalla giunta e che ora dovrà iniziare il proprio percorso consiliare. O meglio, nel nuovo Psr non ci saranno ovviamente nomi e cognomi ma, trattandosi di un atto di programmazione, andrà previsto lì dentro l’ormai famoso riequilibrio territoriale al quale Palazzo Donini ha accennato giorni fa. Quest’ultimo riguarda la distribuzione dei posti letto convenzionati fra le due province. Le Regioni possono averne un numero massimo in rapporto agli abitanti, soglia che l’Umbria ha già raggiunto. Bandecchi ne vorrebbe cento e quindi questi posti andrebbero tolti ad altre strutture perugine.

LA REGIONE NON PUÒ DIRE SUBITO SÌ ALLA CONVENZIONE

Il Piano sanitario L’ex ministro della Salute Renato Balduzzi nel parere richiesto dalla Regione oltre a ribadire che, come previsto dalla legge, in questa fase nessuno può garantire a Bandecchi il convenzionamento, ha spiegato che una strada alternativa da percorrere potrebbe essere quella delle sperimentazioni gestionali e dell’Istituto Prosperius di Umbertide con il suo mix pubblico-privato. Al momento solo ipotesi futuribili da sviluppare. Il dato certo è che tutto dovrà passare dal nuovo Piano sanitario, il che pone una serie di nodi politici rilevanti da sciogliere: dal riequilibrio territoriale fra le due province – che porta con sé la redistribuzione di molti milioni di euro pubblici – al fatto che in primavera Terni è chiamata a scegliere il nuovo sindaco. Ed è facile immaginare che il dossier stadio-clinica sarà uno degli argomenti più importanti di una campagna elettorale dove la destra, che governa anche la Regione, cercherà una conferma.

Addio stadio L’altro dato certo è che i posti convenzionati sono l’architrave del piano economico-finanziario su cui si regge tutto il progetto: dato per assodato che il percorso che porta al convenzionamento è lungo e articolato, che fine farà l’idea di realizzare lo stadio? Il patron rossoverde come di consueto nel pomeriggio di giovedì ha affidato il suo pensiero a Instagram, bollando come «assurda» e «strana» la conferenza: «Sarà il prossimo presidente – dice – a costruire lo stadio perché il progetto non ha un credibile sostentamento finanziario». «Da questa strana conferenza di servizi – aggiunge – viene fuori che il Pef è bocciato perché la clinica non può essere costruita o convenzionata. Si può pensare che in futuro il Piano sanitario cambierà e allora tutto potrà essere ridiscusso. Ma per ora è inutile festeggiare o farsi illusioni». Nubi poi si addensano anche sul nuovo centro sportivo: «Porteremo avanti il progetto della squadra e troveremo dei terreni, ma non credo saranno quelli considerati fino a oggi dato che si va avanti in modo farraginoso».

Sei ore di riunione La giornata era iniziata intorno alle 10, quando negli uffici di piazza partigiani sono arrivati tutti gli invitati alla conferenza. Dopo una breve pausa pranzo, la riunione è ripresa alle 14.30 per concludersi due ore dopo. Per la Ternana erano presenti il vicepresidente Paolo Tagliavento, il project manager Sergio Anibaldi, altri consulenti e tecnici del club come Luciano Baldi, Andrea De Luca Picione, Paola Margheriti e Giovanni Diotallevi, i dirigenti del Comune Piero Giorgini e Mauro Passalacqua, i tecnici di Rete ferroviaria italiana e dei vigili del fuoco. Non è stata, invece, concessa la partecipazione da remoto al sindaco Leonardo Latini e all’assessore Benedetta Salvati; lo stop è stato motivato con la natura stessa della conferenza, del tutto tecnica e non anche politica e il cui esito, a molti, è parso come quello più probabile. Nei prossimi giorni saranno pubblicati i verbali e tutti gli allegati.

 

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