I lavoratori davanti allo stabilimento (foto archivio Fabrizi-U24)

di Chiara Fabrizi

Avrebbero presentato un’istanza al tribunale di Spoleto per attivare la procedura concordataria su entrambi gli stabilimenti del polo metallurgico di Santo Chiodo, Ims, ex-Pozzi (ghisa), e Isotta Fraschini (alluminio). Se si tratti di concordato preventivo o di continuità aziendale non è al momento chiaro e, presumibilmente, per conoscere i dettagli dell’operazione messa in moto dai vertici del Casti group occorrerà attendere ancora qualche giorno, quando sia la Regione che i sindacati avranno incontrato lo stato maggiore dell’industria varesina.

Tavoli Ad aprire il calendario dei summit sarà palazzo Donini con l’assessore Vincenzo Riommi, mentre giovedì sarà il turno dei sindacati convocati nei giorni scorsi, ad entrambi, comunque, la proprietà non avrebbe ancora formalmente inviato alcun documento sulla manovra in corso a Santo Chiodo. Saranno, dunque, giornate decisive per conoscere gli scenari che nelle prossime settimane si delineranno sul polo metallurgico e sui 300 lavoratori in forze all’ultimo polmone industriale della città.

Castiglioni amministratore unicoPer il momento si sa soltanto che Gianfranco Castiglioni, patron del gruppo, ha assunto l’incarico di amministratore unico dei due stabilimenti di Santo Chiodo, passaggio previsto dalla legge. Nell’istanza presentata al tribunale sarebbe stata allegata, come disposto dalla normativa, una perizia  redatta da un professionista in cui si attesterebbe la fattibilità di una procedura concordataria. Una relazione di parte, pagata dal gruppo varesino, su cui il tecnico avrebbe comunque una pesante responsabilità personale.

L’ingresso dei francesi A completare il quadro c’è l’accordo siglato con un gruppo non meglio specificato di francesi sulla Isotta Fraschini. Un’operazione, questa, che il direttore di Santo Chiodo, Massimo Santoro, avrebbe annunciato in call conference ai dirigenti del polo metallurgico, ma di cui, almeno per il momento, non si conoscono i dettagli. Probabile, comunque, che il gruppo d’oltralpe sia pronto a entrare nella partita alluminio, rilevando parte delle quote e lasciando supporre l’esito di un concordato di continuità aziendale, vale a dire mantenimento dei posti di lavoro. Più complicata, invece, la situazione per la ghisa.

Serve chiarezza I contorni della manovra, è evidente, restano a dir poco fumosi e da più parti, lavoratori in testa, viene richiesta maggiore chiarezza. Nelle prossime ore, come detto, i vertici del Casti group incontreranno l’assessore Riommi e i dirigenti dello sviluppo economico di palazzo Donini, giovedì, invece, sarà il turno delle organizzazioni sindacali che la proprietà avrebbe convocato a Varese, l’incontro con i rappresentanti dei lavoratori, comunque, potrebbe essere spostato a Perugia. Lunedì, durante l’ultimo consiglio comunale, dai banchi dell’opposizioni si è alzata più di una richiesta all’indirizzo del sindaco invitato a illustrare il quadro all’assemblea e a monitorare attentamente la partita, evitando scenari drammatici.

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