di Chiara Fabrizi
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Corteo non autorizzato e blitz, prima, in arcivescovato e, poi, a palazzo municipio. Sono tornati a protestare alla vigilia della firma per la cassa integrazione straordinaria, gli operai della Ims e dell’Isotta Fraschini (ex-Pozzi) che dalle 6 del mattino hanno presidiato i cancelli dello stabilimento di Santo Chiodo, salvo poi, di fronte al silenzio della proprietà, spostarsi al campo Boario da dove, striscioni, petardi e tamburi alla mano, hanno risalito tutta la città bloccando il traffico sia in via dei Filosofi, sia lungo in centro storico.
La protesta degli operai. Parte 1. Il video
Il blitz in arcivescovato e in Comune Il centinaio di lavoratori, dopo essersi fermato qualche minuto sotto le finestre del tribunale, ha, prima, raggiunto la Curia arcivescovile chiedendo un incontro con monsignor Renato Boccardo che, però, si trova a Città del Vaticano e, poi, ripiegato su palazzo municipio. In piazza del Comune le tute blu hanno preteso di incontrare una delegazione di amministratori e, dopo una ventina di minuti di attesa, sono stati ricevuti dall’assessore allo sviluppo economico Paolo Proietti, dal portavoce del primo cittadino Fausto Libori e dal presidente del consiglio comunale Patrizia Cristofori, fuori città fino a martedì il sindaco Daniele Benedetti.
La protesta degli operai. Seconda Parte. Il video
Le immagini della mattinata di protesta
Un confronto acceso andato avanti per una mezz’ora abbondante con gli operai che hanno lamentato il silenzio e l’immobilismo degli amministratori locali, ma anche regionali, intorno al futuro di una fabbrica che occupa circa 300 lavoratori. Le bordate dei lavoratori, che attendono di riscuotere 4 mensilità e conoscere gli sviluppi della procedura di concordato, non hanno risparmiato i parlamentari umbri alcuni dei quali, la primavera scorsa, erano arrivati a palazzo municipio per misurare il polso della vertenza. «È una vergogna – ha spiegato a chiare lettere un lavoratore – che nessuno dopo quell’incontro si sia più fatto sentire, sono mesi che tutti ci hanno abbandonato, come se 300 persone senza lavoro non rappresentassero un’emergenza». Assenti all’incontro, così come al corteo e al presidio i sindacati esterni delle tre organizzazioni sindacali.
Nuovo incontro mercoledì Tanto l’assessore Proietti, quanto Libori e la Cristofori hanno specificato che «l’attenzione delle istituzioni è sempre stata elevata, anche se non è mai stato semplice confrontarsi con la proprietà». Raggiunto telefonicamente dal portavoce, il sindaco Benedetti ha fatto sapere di essere disponibile a incontrare i lavoratori mercoledì mattina insieme a Maria Laura Sebastianelli, presentata come un membro del Consiglio di amministrazione del gruppo, e se possibile, avrebbe precisato il sindaco, alla presenza di un rappresentante della Regione, forse lo stesso assessore Vincenzo Riommi. «Non è possibile – è stata la reazione di un rsu – che ogni volta per ottenere un incontro bisogna venire in municipio con mezza fabbrica».
La cigs alle porte Intanto, però, domani nella sede regionale di Confindustria le organizzazioni sindacali sono state convocate per firmare la cassa integrazione straordinaria (cigs), richiesta per i 200 operai della ghisa (Ims) i primi a esaurire il monte ore dell’ordinaria, mentre nel repartino dell’alluminio la cigs è attesa per i primi di marzo. Sul polo metallurgico di Santo Chiodo, va ricordato, pende una richiesta di concordato preventivo in scadenza tra alla metà di gennaio, periodo entro il quale la proprietà dovrà presentare in tribunale tutta la documentazione del caso, dagli ultimi tre bilanci, allo stato patrimoniale, economico e finanziario dell’azienda, passando per lista dei creditori e relazione giurata di un consulente esterno che attesti le reali condizioni dell’industria spoletina. L’ultima.
