Uno dei numerosi presidi davanti ai cancelli della Spigadoro

di Chiara Fabrizi

Da due mesi attendono di capire se la competenza sulla pronuncia di fallimento della Spigadoro spetti al tribunale di Crotone o quello di Perugia. Prima le ferie del giudice, poi il fermo estivo del tribunale calabrese, fatto sta che dal 5 luglio, giorno della prima udienza, la pratica dello storico pastificio di Sant’Eraclio (Foligno) è ancora chiusa in un cassetto. E tra sindacati e lavoratori cresce l’apprensione.

Attesa biblica Lunedì, però, qualcosa in più potrebbe emergere. «Dalla prossima settimana – spiega Massimo Venturini della Cgil – il tribunale di Crotone tornerà pienamente operativo e ci auguriamo che nel giro di qualche giorno arrivi la pronuncia del giudice». Il trasferimento del fascicolo a Perugia era, almeno nelle prime fasi, auspicato dalle sigle sindacali che, è evidente, avrebbero così potuto seguire da vicino l’evolversi della situazione. «Oggi non sappiamo più cosa augurarci – prosegue – di tempo ne è passato troppo, tanto che temiamo che un trasferimento possa ulteriormente rallentare l’iter».

Scadute le mobilità per gli under 30 Difficile, considerati i 900 chilometri, riuscire a misurare il polso di una vicenda che tra annunci e smentite su possibili acquirenti si trascina esattamente da un anno. Oggi sono, infatti, scadute le mobilità dei lavoratori più giovani, gli under 30 per intendersi, per i quali l’ammortizzatore ha una durata limitata ai 12 mesi. Si tratta di sei lavoratori che, al momento, non sono riusciti a trovare una nuova collocazione. Ma tra la cinquantina di lavoratori in organico alla Spigadoro solo sette, al massimo otto, hanno trovato un’altra occupazione.

L’ipotesi del concordato Da più parti, invece, si fa strada l’ipotesi del concordato fallimentare, con la famiglia Podella che sarebbe prossima a chiudere l’accordo con i creditori non privilegiati. Una soluzione che, almeno per il momento, non trova conferme ufficiali, né tanto meno autorevoli.

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