Gli operai Thyssen in corteo (foto Toni-U24)
Gli operai Thyssen in corteo (foto U24)

Netta contrarietà all’ipotesi di «spacchettamento» del sito dell’Ast di Terni da parte di Outokumpu, nell’ambito della fusione con Inoxum-ThyssenKrupp, è stata ribadita giovedì nel corso di una conferenza stampa indetta dalle segreterie territoriali di Fiom, Fim, Uilm, Ugl e Fismic. I rappresentanti sindacali, in particolare, hanno voluto fare il punto sulle ultime indiscrezioni, non confermate ufficialmente, relative alla possibile intenzione della multinazionale finlandese di tenere per sé, o eventualmente vendere a un altro compratore, il Tubificio, controllata dell’Ast. Negli scorsi giorni, dopo il summit al ministero dello Sviluppo economico, Seitovirta e il ministro Passera avevano parlato di una disponibilità della multinazionale a vendere l’intera Ast, senza spacchettamenti.

Bloccare la vendita I sindacalisti hanno definito come possibile la presentazione di un ricorso agli organi di giustizia e vigilanza dell’Unione europea nel caso in cui la Commissione europea antitrust avalli, il 16 novembre prossimo, la proposta di smembramento del sito presentata da Outokumpu. In questo modo – hanno spiegato – verrebbe bloccato «l’intero processo di vendita per almeno due anni». Possibilità questa, hanno aggiunto i sindacalisti, che potrebbe essere valutata anche dal Governo italiano. «Siamo consapevoli che da qui al 16 novembre ci troveremo di fronte a molte notizie contrastanti – ha spiegato il segretario della Fiom di Terni, Claudio Cipolla – ma ribadiamo la nostra convinzione che il sito ternano ha ragione di esistere solo se viene venduto in tutta la sua interezza. La nostra preoccupazione è che l’attenzione su questo punto possa calare».

OUTOKUMPU PRESENTA I DATI DEL III° TRIMESTRE

Sit-in Dello stesso avviso il segretario provinciale della Fim, Celestino Tasso, secondo il quale «se Outokumpu reputa per motivi oggettivi che Terni deve essere venduta è bene che ci venda interamente, ma questa proposta deve essere messa per iscritto e inviata alla commissione antitrust». «Il Tubificio – ha spiegato poi il segretario di Ugl metalmeccanici, Daniele Francescangeli – è strategico, è il core business del sito che senza non può competere». I sindacati hanno inoltre annunciato che il 5 novembre prossimo una delegazione dei lavoratori parteciperà a un sit-in sotto la sede romana dell’Unione europea, in occasione della discussione dell’interrogazione sul caso Terni presentata da 65 parlamentari europei italiani. Segretari sindacali e coordinatori parteciperanno in videoconferenza alla seduta, durante la quale è attesa l’adozione di una risoluzione sull’argomento. «Vedremo successivamente – ha aggiunto Francescangeli – se saranno necessarie altre iniziative di mobilitazione».

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