di Chiara Fabrizi

Una nuova legge regionale per il commercio e l’artigianato urbano per «rafforzare i servizi di prossimità» e analizzare l’impatto delle medie e grandi strutture commerciali che hanno invaso quelle che in origine erano state concepite come aree artigianali e industriali.

C’è anche questo, oltre all’intricatissima partita di trasporti e infrastrutture, tra le proprità dell’assessore regionale con delega allo sviluppo economico Francesco De Rebotti che in queste ore ha annunciato la volontà di «definire una riforma organica e innovativa» sulla materia disciplinata da un impianto normativo regionale ormai datato, perché il commercio è ancorato alla legge regionale 10 del 2014 e l’artigianato alla legge regionale 3 del 2013».

Il primo passo è considerato «l’avvio di un tavolo tecnico dedicato», a cui hanno si sono accomodati rappresentanti dei Comuni, delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali, mentre il secondo è rappresentato dalla decisione di affidare a Sviluppumbria, ora guidata dal prof Luca Ferrucci, l’incarico di «coordinare i lavori» e «guidare il percorso di ascolto e di elaborazione tecnica».

L’obiettivo dell’assessore è arrivare alla presentazione di una nuova legge regionale umbra per il commercio e l’artigianato urbano a inizio 2026. Ma cosa si intende introdurre o modificare? Il lavoro è ovviamente ad oggi embrionale, ma De Rebotti una bozza di rotta l’ha ufficialmente tracciata martedì mattina, parlando dei «servizi di prossimità» come di «un pilastro essenziale per la qualità della vita delle persone, non solo nei centri urbani, ma anche nelle periferie, nei borghi e nelle aree interne della nostra regione» e avvertendo di considerare «il loro rafforzamento indispensabile per garantire coesione territoriale e vivibilità diffusa».

Sulla partita dei servizi di prossimità, poi, l’assessore ed ex sindaco di Narni segnala che «il periodo di riforma del testo coincide con la riprogrammazione mid-term delle risorse comunitarie che dovrà prevedere l’attivazione di strumenti agevolativi a sostegno del commercio, delle attività artigianali locali e dei servizi di prossimità funzionali al raggiungimento degli obiettivi della nuova legge». In altre parole, De Rebotti intende rivedere le regole per investire in maniera più mirata i fondi in arrivo da Bruxelles.

In questo senso, vale la pena segnalare un altro rilievo dell’assessore, secondo «negli ultimi anni, le aree industriali e artigianali umbre hanno conosciuto una progressiva riconversione verso insediamenti di medio-grandi strutture commerciali: un fenomeno che, pur generando opportunità economiche, ha anche contribuito ad accentuare problemi di traffico e di equilibrio urbanistico», dice De Rebotti.

Il fiorire di supermercati, discount anche non alimentari e punti vendita di catene commerciali di vari ambiti, dall’igiene all’arredamento, è un tema che la Regione intende affrontare col nuovo testo. Sì, perché nelle coordinate di massima indicate da De Rebotti, emerge anche la volontà della «Regione di dotarsi di un nuovo provvedimento legislativo capace di affrontare le diverse criticità territoriali» e «per poi adottare gli strumenti e allocate le risorse finanziarie intervenendo sulla rigenerazione urbana e sulla rivitalizzazione del commercio e dell’artigianato urbano». Si resta in attesa del testo.

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