di Marco Torricelli
Hanno da fare, i tedeschi. E giovedì, all’incontro convocato al ministero dello sviluppo economico, per discutere della Sgl Carbon, non ci saranno. A conferma che, per loro, quella è una faccenda archiviata.
Il rifiuto Il responsabile della linea elettrodi-grafite del gruppo, Klaus Unterharnscheidt, rispondendo all’invito che gli aveva fatto pervenire Giampietro Castano, non si è sprecato in gentilezze: «Poiché tale invito non riporta alcun ordine del giorno in relazione a questo nuovo incontro – gli ha fatto sapere – dobbiamo riconfermare che abbiamo già chiarito la nostra posizione sia durante i precedenti incontri sia anchemediante la nostra lettera datata 19 febbraio 2014».
Nessuna novità E siccome loro, i tedeschi, non hanno rilevato «alcun argomento su cui discutere e non riteniamo che la nostra partecipazione ad un nuovo incontro, senza che ci possiamo preventivamente e specificatamente preparare, possa essere di utilità alle parti», si sono detti «spiacenti di dover declinare il vostro invito».
Narni chiude Ma Klaus Unterharnscheidt ha approfittato dell’occasione per ribadire che «siamo costretti a cessare la produzione nello stabilimento di Narni entro il più breve tempo possibile e che siamo disponibili a valutare qualsiasi potenziale offerta di vendita a terzi dello stabilimento».
La liquidazione Nel rispetto delle procedure di liquidazione, ha ricordato il dirigente tedesco, «qualsiasi offerta di acquisto pervenga per lo stabilimento di Narni dovrà essere sottoposta ai liquidatori, Mauro Montani e Marco Petrucci. Prima di avviare una qualsiasi verifica in merito alla vendita del sito, i nostri liquidatori dovranno accertare l’affidabilità del potenziale acquirente e vagliare i termini dell’offerta riguardo al piano di liquidazione, la tempistica, le risorse finanziare e tutti gli altri prerequisiti del caso».
Tempi rapidi Nel frattempo, ha concluso Unterharnscheidt, «i nostri liquidatori porteranno avanti tutte le fasi della liquidazione, senza alcun indugio. Nello specifico, essi dovranno fermare la produzione a Narni il più presto possibile per ridurre al minimo le perdite finanziare ed i relativi impatti sui nostri dipendenti e su terzi».
Il vertice A questo punto, quella di giovedì al Mise, sarà una riunione con tutto un altro ordine del giorno: si dovrà iniziare a pensare, sul serio, a come organizzare la strategia di uscita. Dei tedeschi dal sito narnese, ma anche del sito stesso dalla situazione in cui gli stessi tedeschi lo hanno cacciato.
