La Sgl Carbon di Narni

di M. To.

Sarebbero tre, adesso, le manifestazioni di interesse di acquisto, per la Sgl Carbon di Narni, giunte sul tavolo tecnico del ministero dello sviluppo economico. Una novità che avrebbe portato alla decisione di avviare il percorso di cassa integrazione per il quale martedì c’è stata la firma.

Il ministero La conferma, dice il segretario della Filctem Cgil,  Sergio Cardinali, ce l’ha data Giampietro Castano (il responsabile dell’ufficio vertenze del ministero dello sviluppo economico; ndr)  e già nelle prossime due settimane potrebbero essere presentati i primi piani industriali che mostreranno la solidità dei propositi messi in campo».

Niente nomi Il dirigente del ministero, dice ancora Cardinali, «non ci ha fornito particolari in relazione alla nuova manifestazione di interesse che è stata ufficializzato, ma si è limitato a dire che si tratta di una proposta degna di essere presa in considerazione e che consegna ora la possibilità di avviare una trattativa vera con i possibili acquirenti, allontanando lo spettro del fallimento e del licenziamento per i lavoratori di Narni e Milano»

I tempi e le modalità Un’incognita che resta, però, è sulla gestione dei sei mesi futuri ed in particolare ci si chiede se i forni resteranno accesi: lo spegnimento e la successiva riaccensione comporterebbe delle spese molto elevate, oltre a problemi tecnici notevoli, e l’ipotesi sulla quale si sta lavorando sarebbe quella di avviare, sì, le procedure di spegnimento, ma – in accordo con la proprietà – di portarle avanti il più lentamente possibile, così da dare il tempo alla trattativa di svilupparsi.

Le sinergie I tempi, dice ancora Sergio Cardinali «sono stretti e quindi occorre evitare le inerzie già registrate nel recente passato, ma tutti i soggetti in campo, dall’amministrazione comunale, a quella regionale, fino al governo, debbono cercare di mettere in campo le migliori sinergie per giungere all’obiettivo finale, evitando il riproporsi dell’incubo del licenziamento coatto a fine anno e la chiusura definitiva dell’azienda».

La speranza Secondo il sindacalista «una via per la ‘nuova chimica ternana e narnese’ è a questo punto possibile, ma è necessaria una determinazione inedita di tutti i soggetti in campo. Il consolidamento di Bayer, la tregua temporanea della Sgl, sono segnali importantissimi, in controtendenza, ma non definitivi ed è quindi è necessario spingere sul tavolo aperto dal Mise e giungere all’accordo di programma promesso dal vice ministro Claudio De Vincenti e sostenuto dai tanti parlamentari europei e nazionali che hanno visitato gli stabilimenti in crisi».

L’assemblea Nel pomeriggio di mercoledì l’accordo è stato sottoposto al vaglio dell’assemblea dei lavoratori «che hanno riconosciuto la sua validità – dice il segretario della Femca Cisl, Fabrizio Framarini – soprattutto alla luce delle enormi difficoltà con le quali ci si è dovuti confrontare» ed hanno in buona sostanza dato il ‘via libera’ alla sua attuazione.

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