Massimo Marcucci (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Due liste di candidati in lizza. Da un parte quella presentata dal Consiglio di amministrazione (Cda) che per la sostituzione dei tre consiglieri dimissionari (Elena Piselli, Mario Arcangeli e Sandro Martinelli) ha cooptato Angelo Mariani, Maria Cecilia Venturi ed Enrico Morbidoni. La seconda lista è stata, invece, presentata dal socio Edilnardi costruzioni srl che ha indicato come canditati Walter Di Fusco, Rosanna Mazzoni e Stefano Di Fonzo.

Scs verso assemblea C’è anche la nomina di un terzo dei componenti del board, al centro dell’assemblea ordinaria e straordinaria dei soci della Spoleto Credito e servizi (Scs) che sabato e domenica sono chiamati approvare i bilanci 2014 e 2015 che hanno prodotto risultati negativi, rispettivamente, per 7,3 milioni e 1,8 milioni di euro. All’ordine del giorno è anche segnata la modifica dello statuto e dell’oggetto sociale da cui dovrà essere eliminato «ogni riferimento alle attività proprie degli intermediari finanziari, con relativa modifica della denominazione in Spoleto cooperativa servizi, eliminando così la parola ‘credito’ come richiesto dalla Banca d’Italia per la quale Scs non svolge più un ruolo nel settore creditizio». Ai voti anche l’azione di responsabilità intentata nei confronti degli ex amministratori della Scs e degli organi di controllo avviata dai commissari straordinari e su cui l’11 luglio scorso il tribunale di Perugia ha rigettato le eccezioni pregiudiziali, invitando Scs a provvedere alla costituzione in giudizio entro il 30 settembre che è avvenuta ma su cui il Cda chiede ai soci una sorta di ratifica.

Marcucci: «Ecco dove sono finiti i soldi dei soci» A illustrare una serie di dettagli sull’attività di Scs, che detiene il 9 per cento di Bps, è stato lunedì pomeriggio il presidente Marcucci che, in prima battuta, ha difeso la scelta di attivare il concordato preventivo in continuità: «La procedura, che prevede un rimborso ai creditori chiorgrafari del 40 per cento, ci ha permesso di sospendere tutti i pagamenti e di verificare i bilanci presentati dai commissari straordinari di Bankit che non avevano inserito – ha detto l’avvocato Marcucci – 14,7 milioni di passività delle partecipate, ma anche di scongiurare la liquidazione coattiva di Scs, ossia la chiusura». Discorso a parte sulla transazione da 15 milioni in favore di Monte dei Paschi «al centro di un contenzioso di fronte al tribunale di Spoleto che ne ha dichiarato l’inefficacia, anche se Mps ha impugnato la decisione». E poi: «Ai soci che chiedono che fine hanno fatto i loro soldi rispondo coi conti, a cominciare dai costi di funzionamento di Scs attualmente intorno ai 150 mila euro annui mentre tra il 2004 e il 2012 hanno oscillato tra 1,3 e 2,2 milioni annui».

Le tele sospette di De Chirico e Morandi Nel mirino anche gli aumenti di capitale: «Nel 2006 e nel 2009 Scs ha partecipato a due aumenti di capitale di Bps da 20 milioni ciascuno – ha detto Marcucci – al solo fine di mantenere il controllo della banca, ma si tratta di risorse che sono state tolte ai soci, al pari del trasferimento di 3 milioni di euro avvenuto nel 2012 in favore delle partecipate». Nell’ambito delle valutazioni economiche sui beni immobili e mobili di Scs necessarie per la procedura di concordato preventivo in continuità sono sorti una serie di sospetti su due tele di piccole dimensioni firmate da Giorgio De Chirico e Giorgio Morandi. L’ipotesi è che le due opere appese in uno dei saloni di palazzetto Pianciani siano dei falsi: «Sulle due tele sono in corso accurate analisi da parte di specialisti, a loro spetta pronunciare l’ultima parola».

@chilodice

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