Il presidio di Castiglione del Lago

di Dan.Bo.

Ottanta per cento di adesione allo sciopero nel magazzino di Castiglione del Lago e 60 per cento nella sede amministrativa. Sono questi i numeri registrati in Umbria giovedì nella giornata di mobilitazione nazionale indetta dai sindacati del commercio contro il piano industriale di Unicoop Etruria, con molti punti vendita che – spiegano i sindacati -sono riusciti ad aprire solo con grandi difficoltà.

Le manifestazioni La protesta, proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, è stata organizzata per contrastare il piano presentato nei giorni scorsi dalla nuova cooperativa (frutto della fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia), che prevede cessioni di punti vendita,  un ridimensionamento delle strutture amministrative e un impatto sul personale. A Castiglione del Lago si è svolto anche un presidio davanti alla sede aziendale, con una partecipazione numerosa di lavoratori. Al presidio erano presenti, oltre ai rappresentanti sindacali e della Rsu, anche esponenti delle istituzioni locali e regionali, tra cui diversi sindaci del territorio del Trasimeno e alcuni consiglieri regionali, a testimonianza delle preoccupazioni per le possibili ricadute economiche e sociali.

Le ragioni I sindacati hanno ribadito le ragioni della mobilitazione, sostenendo che «senza neanche mettere in campo concreti tentativi di rilancio e investimento, dopo anni di inefficienze e scelte gestionali discutibili, ancora una volta si prova a scaricarne il costo sul personale dipendente». Secondo le organizzazioni sindacali, l’ampia partecipazione allo sciopero dimostra che i lavoratori non intendono accettare questo scenario e chiedono risposte chiare sul futuro dell’azienda. 

Garanzie Le richieste riguardano in particolare un impegno sul mantenimento della rete di vendita, investimenti sulle strutture e sul lavoro, la salvaguardia delle funzioni e dei posti nella sede di Castiglione del Lago e prospettive definite per l’insegna Superconti. I sindacati chiedono inoltre garanzie occupazionali ed economiche in caso di cessioni a terzi, che potrebbero non applicare gli stessi contratti con le relative tutele. Per la sede amministrativa viene proposta l’assegnazione di funzioni precise, il mantenimento di un numero significativo di addetti e l’utilizzo dello smart working per il collegamento con la sede di Vignale.

Logistica Sul fronte logistico, viene indicata la possibilità di ricollocare eventuali esuberi nel magazzino di Castiglione del Lago, che la cooperativa ha annunciato come destinatario di nuovi investimenti e di una reinternalizzazione di attività oggi esternalizzate, come quella relativa alla gestione di freschi e freschissimi. Per la rete vendita della provincia di Perugia, dove si ipotizza la chiusura di sei negozi con circa 40 dipendenti, la richiesta è quella di una ricollocazione nei punti vendita vicini. A proposito di Superconti, una manifestazione di protesta si è tenuta anche a Terni, dove è stato organizzato un presidio di fronte a uno dei tre negozi della catena che saranno chiusi (un’apertura è prevista all’interno dell’ex mercato coperto).

L’azienda Dal canto suo, Unicoop Etruria alla vigilia dello sciopero ha ribadito in una nota la disponibilità al dialogo con i sindacati e ha spiegato che la seconda fase del piano industriale 2025-2027 ha l’obiettivo di «assicurare stabilità, continuità e prospettiva futura alla Cooperativa». L’azienda afferma che «non si parla di chiusure dei punti vendita ma di cessioni» e che ogni scelta viene affrontata senza automatismi, con attenzione ai lavoratori e con l’obiettivo della salvaguardia complessiva dei posti di lavoro. La cooperativa sottolinea inoltre che i poli logistici di Vignale e Castiglione del Lago resteranno strategici, con investimenti previsti per circa 4,5 milioni di euro, e annuncia interventi di ristrutturazione, nuove aperture e investimenti tecnologici nei prossimi anni.

Il tavolo Il confronto tra le parti proseguirà nei prossimi giorni. Per lunedì 22 è infatti previsto un incontro tra Regione Umbria, sindacati e azienda, dal quale i lavoratori attendono indicazioni più concrete sul futuro occupazionale e sul destino delle strutture nel territorio. Sul tavolo i dossier saranno molti nell’ambito di una vicenda per la quale al momento non esistono tavoli di crisi o ipotesi di cassa integrazione. 

I temi Quello di Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno è un tentativo di unire le forze per uscire dalle difficoltà; tentativo che comporterà la chiusura di alcuni punti vendita (con redistribuzione dei dipendenti in altri negozi) non solo a marchio Superconti ma anche Coop, ovvero la piccola inCoop di San Sisto (in forte perdita), Tavernelle e Bastia; altri, come Fontivegge o il Superconti al Bellocchio, sono in sostanza dei presìdi ai quali tengono e hanno tenuto amministrazioni comunali di tutti i colori. Per le cessioni dei Superconti poi alcune opzioni potrebbero essere già sul tavolo ma coperte ancora dalla riservatezza. C’è poi il capitolo degli amministrativi in forze all’ormai ex sede di Coop Centro Italia di Castiglione del Lago. Dei 180 amministrativi una cinquantina sono già andati via, per molti altri la pensione è vicina e per altri si tenteranno forme di telelavoro o di ridislocazione. 

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