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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 09:04

Sciopero Savit, bus incolonnati per sei licenziamenti: «Circa 90 addetti a braccia conserte»

Al via la mobilitazione targata Fiom e Ugl contro ‘l’accordo’ con Dusman, partecipa anche l’Usb: nuovo stop 3 e 4 maggio

di M. R.
Avviata lunedì mattina la campagna di scioperi organizzata da Fiom e Ugl metalmeccanici, dopo l’annuncio di sei esuberi e la mancata intesa con le parti sociali da parte di Savit, controllata al 100% da Busitalia. l’aziend di via Capponi nel frattempo presta i propri lavoratori ad un’altra società, che per il trasporto pubblico locale svolge altre mansioni, la Dusman, in virtù, secondo quanto ricostruito alcuni giorni fa dai sindacati, di un accordo tra privati che rischia di declassare storiche maestranze, promesse a nuova assunzione ma con contratto peggiorativo, in qualche caso dopo oltre 20 anni di servizio. «La mobilitazione proseguirà a oltranza – avvertono Alessandro Rampiconi (Fiom Cgil) e Daniele Francescangeli (Ugl metalmeccanici), intervenuti al sit-in in via Capponi dove diversi autobus hanno finito per incollonarsi intralciando una via secondaria al traffico -. Torneremo a scioperare nelle giornate di lunedì e martedì 3 e 4 maggio.
 
Vertenza Savit «Adesione praticamente totale allo sciopero della Savit, azienda metalmeccanica, controllata da Busitalia a totale capitale pubblico, 90 dipendenti in Umbria che si occupano di manutenzioni, rifornimenti e pulizie dei mezzi del tpl», riferisce la Fiom a poche ore dal presidio. «Come segreterie della Fiom Cgil di Perugia e Terni vogliamo ringraziare i lavoratori e le lavoratrici per la massiccia partecipazione. Il messaggio lanciato è chiaro – affermano Simone Pampanelli segretario della Fiom Cgil di Perugia, e Alessandro Rampiconi, segretario della Fiom di Terni – oggi non abbiamo difeso solo sei lavoratori che hanno un futuro incerto a causa di scelte aziendali scellerate, ma abbiamo rivendicato il diritto/dovere del sindacato di contrattare migliori condizioni per i lavoratori. Vogliamo scongiurare i licenziamenti, ma anche ripristinare gli organici che sono carenti e ottenere interventi immediati per migliorare strutturalmente le officine».
Il sit-in di lunedì mattina A Terni, fanno sapere i sindacati, il presidio è stato organizzato, oltre che per portare attirare attenzione sul caso, anche per verificare se le aziende interessate al servizio di rifornimento avessero provveduto alla sostituzione di personale: le segreterie sindacali stanno valutando eventuali azioni legali laddove si fossero verificate violazioni del diritto di sciopero. Nei prossimi giorni, inoltre, saranno attivati tutti gli organi ispettivi a tutela dei lavoratori e del contratto applicato. «In discussione c’è il ruolo di Savit all’interno di Busitalia – continuano Rampiconi e Pampanelli – e in ultima analisi la qualità del trasporto pubblico regionale». Tra le bandiere, lunedì mattina, anche qualcuna dell’Usb, pur non essendo la sigla rappresentata in azienda.

Parlano le aziende In una nota si legge «le aziende della Subholding Busitalia Sita Nord – in linea con le strategie industriali del Gruppo FS – si stanno concentrando sulle attività principali del Trasporto  Pubblico Locale, esternalizzando le attività accessorie. Perciò Busitalia Sita Nord ha concluso una procedura di gara relativa ai servizi di pulizia e rifornimento, che ha visto la Dussmann Service Srl aggiudicataria dell’appalto su scala nazionale. A seguito di tale procedura, Busitalia Sita Nord Srl ha disdetto l’affidamento di tali servizi all’azienda controllata Savit (azienda metalmeccanica la cui attività principale è la manutenzione) e, come previsto dalle vigenti normative in merito ai cambi di appalto, è stato stabilito il ricollocamento dei sei lavoratori, precedentemente addetti ai servizi di pulizia e rifornimento, presso il nuovo appaltatore, che procederà ad assumerli, garantendo loro i livelli occupazionali attuali. Busitalia e Savit ribadiscono che hanno operato nel pieno rispetto della normativa vigente».

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