Via libera della giunta alla maxistalla di Santa Maria Rossa

di Dan. Bo.

Via libera da parte della giunta comunale di Perugia alla maxistalla di Santa Maria Rossa, l’allevamento di bovini con annesso impianto a biogas che potrebbe ridare ossigeno alle casse esangui delle Opere Pie Riunite di Perugia, una delle principali aziende agricole dell’Umbria da anni in grave difficoltà finanziaria. L’accoglimento della proposta delle Opere Pie da parte della giunta implica al contempo una variante al Piano regolatore, visto che in un’area di particolare interesse agricolo quale quella di Santa Maria Rossa, andrà garantita la compatibilità degli allevamenti con il contesto ambientale circostante. Nel nuovo impianto verrebbero convogliati i capi (circa 700) che attualmente sono allevati in condizioni di soprannumero nelle stalle di Ponte Nuovo e Bastia Umbra. Oltre alla produzione di alimenti però, come detto in apertura il progetto prevede anche un impianto per la produzione di biogas.

Le indicazioni dei tecnici Secondo le indicazioni dei tecnici comunali, «può essere valutata la possibilità di nuovi insediamenti zootecnici qualora sia dimostrata una effettiva e concreta garanzia delle diverse componenti ambientali, attraverso l’applicazione delle migliori tecnologie disponibile volte a non incrementare gli attuali carichi di azoto assentiti, ad abbattere le esalazioni maleodoranti, a effettuare il recupero energetico dei reflui zootecnici e alla contestuale dismissione di altri impianti per attività agrozootecnica esistenti nella stessa zona o di altri impianti della stessa azienda agraria». Il divieto di realizzare nuove strutture invece rimarrà in altre aree di alto valore paesaggistico come Monte Tezio, piana del Cascio e valle del Genna. Sempre secondo i tecnici la zona pianeggiante di Santa Maria Rossa è invece adatta alla realizzazione della maxistalla poiché l’insediamento può essere controllato con adeguate «opere di schermatura» ed in generale con «una accorta progettazione paesaggistica».

La battaglia tra sindacati e comitati Intorno alla maxistalla va avanti da molto tempo la battaglia tra chi, come i sindacati, chiede a gran voce un’accelerazione per salvaguardare i posti di lavoro delle Opere Pie e chi, come il comitato che si oppone alla realizzazione, parla di una «guerra tra poveri» mettendo l’accento sui possibili impatti sull’ambiente che l’impianto potrebbe provocare. L’attacco in alcuni casi è stato diretto verso la gestione di «un ente benefico come le Opere Pie – diceva il comitato guidato da Paolo Piccini nel gennaio scorso – forte di un patrimonio in terreni fertili che nel tempo ha accumulato debiti su debiti non giustificati dalla crisi attuale, adesso deve essere risanata con il sacrificio di un buon numero di famiglie». Il 15 aprile scorso i sindacati erano tornati a chiedere a gran voce il salvataggio delle Opere Pie tramite la realizzazione della maxistalla, sostenendo che «così com’è – diceva il segretario regionale della Uil Stefano Tedeschi – l’azienda non regge».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.