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lunedì 17 maggio - Aggiornato alle 17:54

Sanità, scatta di nuovo lo stato di agitazione: «Prefetto convochi sindacati e Regione»

Al centro della mobilitazione l’uso dei fondi contrattuali aziendali per la gestione dei servizi aggiuntivi Covid e le mancate assunzioni del personale

La rianimazione di Terni-©Fabrizio Troccoli

Sanità di nuovo in agitazione. C’è l’utilizzo dei fondi contrattuali aziendali per la gestione dei servizi aggiuntivi Covid collegata, secondo i sindacati, alle mancate assunzioni del personale, al centro della nuova mobilitazione sindacale che unisce ancora una volta Fp-Cgil, Fp-Cisl, Uil-Fpl, Fials e Nursing Up. Le cinque sigle hanno inviato una lettera alla prefettura, alla commissione di garanzia e alla Regione, chiedendo al prefetto Armando Gradone di «convocare urgentemente le parti per esperire il tentativo di conciliazione previsto dalle normative di settore».

Sanità di nuovo in agitazione In una nota condivisa, i rappresentanti dei lavoratori della sanità umbra denunciano «la scelta unilaterale di alcune delle quattro aziende sanitarie dell’Umbria di usare per la gestione dei servizi Covid una larga parte dei fondi contrattuali aziendali, facendo di fatto “pagare ai lavoratori” i servizi aggiuntivi per l’emergenza». L’operazione secondo i sindacati è contraria «agli accordi sottoscritti il 5 maggio 2020 e a febbraio 2021 per valorizzare il personale e non certo finanziare unicamente attività aggiuntive, persino in deroga ai limiti individuali».

Diffida Lo scorso 31 marzo, di fronte a questo modo di procedere,  Fp-Cgil, Fp-Cisl, Uil-Fpl, Fials e Nursing Up «hanno ufficialmente diffidato le aziende sanitarie regionali a non utilizzare ulteriormente i fondi contrattuali aziendali per disporre attività aggiuntive non ordinarie, con la richiesta di fornire un’informativa urgente sulla consistenza dei fondi e sull’utilizzo in dettaglio fatto».

Impatto sui vaccini Le sigle sostengono di non aver ricevuto risposta ed evidenziano come «la posizione della Regione e delle Aziende rischia di generare enormi criticità nella gestione del piano vaccinale, considerato che il Governo ha attribuito un valore alle relative prestazioni professionali del personale nettamente superiore a quello che verrebbe garantito ai lavoratori impegnati nelle rimanenti attività collegate all’emergenza Covid».

«Mancate assunzioni» L’altra questione che ha spinto i sindacati a proclamare lo stato di agitazione è la convinzione che l’utilizzo dei fondi contrattuali aziendali per la gestione dei servizi aggiuntivi Covid scaturisca «dalle mancate assunzioni, più volte richieste dal sindacato, per le quali era stato sottoscritto un accordo a cui non è stato dato seguito: anziché assumere, le direzioni continuano ad utilizzare gli straordinari, sovraccaricando peraltro un personale già fortemente provato».

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