La Sangemini

di Marco Torricelli

Interpretazioni. Starebbe tutta lì, nel modo in cui uno interpreta, la differenza. La sostanza delle cose, però, non cambia: il destino della Sangemini resta appeso ad un filo. Perché la decisione del giudice non è stata ancora ufficializzata, ma al quale giudice si dovrà far sapere qualcosa in tempi rapidi.

C’è un ‘piano’? Insomma, le trattative in corso avrebbero portato, alla fine, ad un risultato. Quali siano le condizioni e quali saranno le ricadute, lo si potrà verificare solo a ‘piano’ presentato. Da quello che si riesce ad ‘interpretare’, però, la proposta che starebbe per essere presentata al tribunale di Terni sarebbe una sorta di integrazione rispetto a quella che Carlo Pessina, il patron del gruppo Norda-Gaudianello, aveva già fatto pervenire nel mese di luglio. Poi, almeno ufficialmente, lo stesso gruppo aveva fatto marcia indietro. Ora, invece, fa parte a tutti gli effetti del gruppo che sarebbe pronto a subentrare a Roberto Rizzo nella gestione della Sangemini.

Riommi L’assessore regionale Vicenzo Riommi dice di essere «in attesa della presentazione, che mi auguro avvenga nel giro di poche ore o pochissimi giorni al massimo, di una proposta definitiva, che permetta di raggiungere quello che è l’obiettivo primario che ci eravamo posti: tenere in vita la Sangemini e salvaguardare il lavoro delle persone». Riommi non entra nei dettagli, ma dice di «non avere informazioni che possano far temere che la situazione precipiti».

Unicredit Quella che non appare un’interpretazione, però, è che a tirare le fila dell’operazione, è Unicredit, la banca che ha concesso la linea di credito più importante alla Sangemini; come appare confermata la presenza del gruppo trevigiano – che le indiscrezioni definiscono «forte e strutturato» – attivo nel mondo della distribuzione. La collaborazione tra i tre soggetti permetterebbe di dar vita ad un ciclo ‘virtuoso’ che comprende, insomma, la produzione, la distribuzione ed il flusso economico-finanziario adeguato.

La strategia Ad essere confermata sarebbe anche la strategia da mettere in atto per dare seguito all’accordo, che dovrebbe comunque essere sottoposto al vaglio degli altri creditori: dopo una decisa ‘sforbiciata’ ai debiti, si dovrà quantificare un investimento milionario per ridare slancio alle produzioni (definendo anche la sorte di Sangemini Fruit), programmare un piano di distribuzione capillare e trattare con i sindacati per una nuova organizzazione interna. Che non potrà che passare con un altra drastica sforbiciata: quella relativa al personale.

I sindacati Nessuna reazione da parte dei sindacati, che si limitano a confermare «di non avere nessuna informazione ufficiale e di essere in attesa, anzi, di essere messi al corrente di come stanno evolvendo le cose. Solo a quel punto, quando avremo dei dati attendibili sui quali ragionare, potremo – dopo esserci consultati con i lavoratori – dare un giudizio complessivo».

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