di M.R. e C.F.
Sangemini passa a Norda. Il passaggio dello storico stabilimento umbro delle acque minerali nelle mani del gruppo Pessina, è avvenuto ufficialmente mercoledì mattina quando i giudici del tribunale di Terno hanno firmato l’atto di acquisto del ramo di azienda, come previsto da concordato, dando il via libera definitivo all’operazione da 16 milioni di euro.
Sangemini passa a Norda La notizia è arrivata mercoledì mattina negli stabilimenti dove era in corso un’assemblea dei lavoratori, 95 quelli attualmente in organico. I sindacalisti, Simone Dezi di Cisl, Manuel Greco di Cgil e Pierluigi Cecchini di Uil, hanno salutato con favore la fine dell’affitto e il via libero definitivo all’acquisto che, di fatto, fa venir meno l’incognita sull’esito della procedura di concordato che dall’aprile 2014 pende sul futuro di Sangemini causando qualche inevitabile rallentamento.
Piano industriale Ma con la firma dei giudici il freno a mano sul rilancio del gruppo è stato tolto, tanto che le organizzazioni sindacali sono già pronte a chiedere un tavolo per conoscere il progetto industriale di Norda, il budget 2015 e il calendario delle manutenzioni. L’obiettivo è naturalmente tornare a far crescere la produzione di Fabia, Grazia e Sangemini, tornando e magari anche superando l’asticella dei 250 milioni di litri annui usciti dallo stabilimento nel 2011-2012. Tra le richieste, filtra, ci sarebbe anche la costituzione di un tavolo di coordinamento sindacale che raccolga i delegati dei diversi stabilimenti presenti un po’ in tutta Italia del gruppo.
Brega Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’assemblea legislativa dell’Umbria, Eros Brega: «L’acquisto della Sangemini da parte del gruppo Norda – ha detto Brega – rappresenta una buona notizia per l’economia del territorio che riceve così una boccata d’ossigeno. La firma dell’atto – ha aggiunto – nonostante gli ostacoli incontrati lungo il percorso, premia la serietà del gruppo imprenditoriale che con impegno e caparbietà ha creduto in questa operazione. L’ingresso di Norda – conclude il presidente del consiglio regionale – fa ben sperare per un rilancio del sito e per l’occupazione di questo territorio».
Cgil, Cisl e Uil Sulla stessa lunghezza d’onda il sindacalista Dezi che parla a nome della Cisl: «Finalmente dopo tanto tempo è arrivata una notizia positiva. Speriamo che ora si avvii un processo serio di rilancio dei marchi storici e di sviluppo del sito produttivo, in grado di restituire luce ad un territorio devastato dalla crisi e speranza ai lavoratori che in questi anni hanno affrontato momenti difficili e fatto sacrifici». Il collega Greco della Cgil afferma che dopo la «messa in sicurezza del gruppo occorre recuperare la competitività attraverso un piano industriale che ci aspettiamo di conoscere al più presto», mentre Cecchini della Uil spiega: «Si chiude vicenda che si stava trascinando da troppo tempo, ora la partita è chiusa e la proprietà ha un nome certo, per tutti, dai sindacati ai lavoratori, oggi si segna una nuova partenza per Sangemini»
