Massimo Pessina (Norda)

di Marco Torricelli

Se lo dicono loro, che in fin dei conti sono quelli che devono per davvero difendere gli interessi dei lavoratori, deve essere vero. La strada della ‘Sangemini acque’, la newco a cui dato vita Norda e che sta gestendo lo stabilimento Sangemini, è in discesa.

Il vertice A garantirlo sono stati, per l’occasione si sono spostati entrambi, i fratelli Pessina, Carlo e Massimo «a dimostrazione – dice il segretario della Uila Uil, Pierluigi Cecchini – dell’attenzione con la quale viene seguito l’evolversi della situazione». Nel corso dell’incontro «ci è stato spiegato che il piano predisposto da Norda sta marciando secondo le previsioni e che, anzi, si è in anticipo sui tempi previsti».

La distribuzione Entro pochi giorni, per esempio, «sarà chiuso un importante accordo con Pac 2000, che permetterà a ‘Sangemini acque’ di accedere al canale distributivo di Conad, mentre è praticamente concluso un altro accordo, con Euro Spin, per la ripresa della produzione dell’acqua Blues (una private label dedicata a quel canale; ndr), che darebbe nuovo impulso allo stabilimento».

Le vendite Positive, a giudizio del segretario della Uila Uil, anche le informazioni fornite sulle vendite attuali: «Sangemini sta andando bene, ci è stato assicurato, come pure Amerino, mentre quella di non mettere sul mercato Fabia (per la quale sarebbe in corso una fase di ‘riposizionamento’; ndr) è una scelta fatta dall’azienda perché al momento non sarebbe remunerativa».

Pareri concordi Anche Michele Racanella, segretario della Flai Cgil si dice «sostanzialmente soddisfatto di come stanno evolvendo le cose, soprattutto perché abbiamo registrato, da parte dei fratelli Pessina, la volontà di riaprire il confronto con la Regione in relazione alle posizioni di quei lavoratori (quelli della ex Fruit e quelli rimasti fuori dalla ‘Sangemini acque’; ndr) per i quali noi ci sentiamo ancora fortemente impegnati».

Il tribunale Quanto alle possibili problematiche connesse con la richiesta di una fideiussione, da parte dell’Inps, su debiti della vecchia proprietà «abbiamo avuto un’ampia rassicurazione da parte dei fratelli Pessina – spiega Cecchini – che ci hanno detto di aver preso contatto, anche grazie alla mediazione dei nostri segretari nazionali, con la direzione dell’istituto e questo avrebbe determinato delle novità importanti». Significa che l’Inps ritirerà la richiesta? «Questo non è dato di saperlo e credo che lo potremo verificare solo il giorno dell’adunanza dei creditori in tribunale, ma se anche la vecchia Sangemini dovesse essere dichiarata fallita, ci hanno garantito i Pessina, il loro contratto di affitto resterà valido».

La sintesi L’esito del confronto di mercoledì mattina, le opinioni dei sindacalisti sono chiare, deve essere definito «più che positivo e tranquillizzante per i lavoratori – conclude Pierluigi Cecchini – e dimostra che, pur nella consapevolezza che è necessario tenere sempre alta l’attenzione, la strada intrapresa è quella giusta e dovrà essere percorsa con convinzione». Il tempo per mettere tutto a verifica, del resto, ormai stringe.

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