I lavoratori della Sangemini

di Marco Torricelli

Entro mezzanotte. Come nelle favole o, a piacere, nelle storie ‘di paura’. Perché adesso, nella faccenda – piena di così tante ‘mezze verità’ e di troppe bugie intere – della Sangemini, salta fuori un’altra scadenza. Quella della mezzanotte di martedì, entro la quale il gruppo Silva dovrebbe far pervenire la propria proposta. Di non si sa bene cosa, ma una proposta. Ufficiale.

Il Cda Tanto che per mercoledì pomeriggio sarebbe stato convocato il consiglio di amministrazione di Sangemini – quando sarà passata l’altra scadenza, quella fissata per le 13 proprio di mercoledì, dal gruppo composto da Unicredit, Norda e Tramite che, a quel punto e a meno di ulteriori proroghe, dovrebbe essere considerata come ritirata definitivamente – probabilmente per prendere in esame proprio la new entry, che i maligni descrivono come un accordo ‘mascherato’ con i Rizzo-Bottiglieri, gli attuali proprietari che vorrebbero a tutti i costi, essendo armatori, restare a bordo.

I lavoratori Dentro lo stabilimento della Sangemini, intanto, il livello di guardia – in quanto a tensione – è stato abbondantemente superato: «Siamo stufi – fanno sapere i lavoratori con una nota della Rsu – di illazioni e notizie incerte su questioni decisive per il futuro nostro e delle nostre famiglie, ma che rischiano di mettere in discussione il futuro stesso dell’azienda». E chiedono chiarezza: «Facciamo appello – dicono – a tutti i soggetti in campo, perché si giunga al più presto ad una definizione della trattativa in corso, con un accordo che sia condivisibile da tutte le parti, così da permettere alla Sangemini di riprendere a pieno regime le proprie produzioni».

I posti di lavoro Ma mettono anche in chiaro, i lavoratori della Sangemini, che «non sarà preso in considerazione nessun piano (definito ‘scellerato’; ndr) che preveda il ridimensionamento occupazionale dello stabilimento». Dopo aver ricordato che, a loro avviso, «la proprietà deve farsi carico delle proprie responsabilità», i lavoratori avvisano: «Noi non intendiamo pagare per colpe di altri», e non sembra una promessa. Tutt’altro.

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