Lo stabilimento della Sangemini

di Marco Torricelli

La settimana è finita. L’ennesima passata invano. Adesso la data – anche in questo caso l’ennesima – è stata spostata a lunedì. La Sangemini e i suoi 136 dipendenti sono diventati una specie di telenovela. O, a scelta, una puntata di ‘Scherzi a parte’.

I conti Perché stavolta sarebbe successo che quello che in gergo si chiama ‘asseveratore’ – cioè l’esperto in contabilità che deve certificare i conti, prima di presentare i documenti in tribunale – si sarebbe accorto che c’era qualcosa che, in quelli messi in fila da Sangemini, non quadrava. Nessuna irregolarità, ma solo una discrepanza dovuta al fatto che si era arrivati a tirare le somme al 31 dicembre e che alcune voci erano da correggere.

Il rinvio E così si è arrivati – questa almeno è la versione che circola – al rinvio: si lavorerà nel fine settimana e lunedì la proposta di ‘concordato liquidatorio’, perché sembra confermato che questa sarà la formula prospettata, dovrebbe – a questo punto è meglio usare un condizionale in più che uno in meno – sul tavolo del giudice Paola Vella.

Le manovre Mentre l’asseveratore fa i suoi conti, però, le manovre dietro le quinte non si sono mai fermate: Roberto Rizzo, il presidente di Sangemini, si è mosso ed ha fatto muovere molto – e in tutte le direzioni –  i suoi uomini: non si è mai decisamente interrotta la comunicazione con Norda-Tramite, ma non sono mai state abbandonate nemmeno le trattative con il gruppo Silva. La differenza sostanziale tre le due ipotesi, va ricordato, stava nel fatto che Norda non avrebbe avuto nessuna intenzione di riservare un qualche ruolo nella nuova società allo stesso Rizzo, mentre questa possibilità era compresa nella proposta di Silva.

I soldi Senza dimenticare, ovviamente, che – stando sempre alle indiscrezioni fatte filtrare, spesso ad arte – quella del gruppo Silva sarebbe stata una proposta anche economicamente più vantaggiosa. Sotto questo profilo, però, c’era stata anche la proposta di Francesco Agnello, che si era poi detto disposto a mantenerla ‘viva’ fino alla fine di gennaio, ma oltre ad una ‘presa d’atto’ questa offerta non era andata. E, intanto, come cantava Sam, il pianista in Casablanca: «As time goes by».