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giovedì 5 agosto - Aggiornato alle 23:35

Sangemini-Amerino, doppio summit in poche ore: Ami annuncia «piano esuberi in autunno»

Sindacati in stato di agitazione, nel pomeriggio vertice con la Regione Umbria. Fioroni: «In campo tutti gli strumenti per tutelare l’occupazione»

di M.R.

Al via una giornata di importanti confronti sul destino del gruppo Acque minerali d’Italia e in particolar modo degli stabilimenti umbri della società, della quale, con l’operazione avallata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché ovviamente dal Tribunale di Milano, stante la procedura di concordato preventivo aperta, la famiglia Pessina è ormai socio di minoranza. È di pochi giorni fa infatti l’acquisizione dell’80% delle quote da parte dei fondi Clessidra e Magnetar. Mercoledì doppio appuntamento nell’agenda di sindacati territoriali: al mattino incontro in presenza con una rappresentanza del management aziendale e una delegazione delle Rsu di fabbrica; nel pomeriggio confronto coi vertici della Regione Umbria in collegamento da Palazzo Donini. Al termine del primo incontro è emerso che l’azienda ha intenzione di ricorrere a tutti gli ammortizzatori sociali disponibili nonché di mettere a sistema un piano esuberi ‘indolore’, con incentivi all’esodo e tenendo conto dei pensionamenti. Tali tematiche, è stato specificato, saranno affrontate dopo l’omologa del concordato, quindi orientativamente dopo ottobre.

Sangemini-Amerino Non è nuova la necessità di fare luce su numerori aspetti del piano industriale che Ami ha intenzione di attuare, soprattutto a seguito della relazione dei commissari giudiziali sulla proposta di concordato del gruppo Acque minerali d’Italia, che ha convinto le parti sociali a confermare lo stato di agitazione. Il nodo esuberi ad esempio è uno di quelli da sciogliere quanto prima, perché se da un lato i commissari dichiarano la proposta della società «economicamente fattibile», dall’altro evidenziano come ci sia bisogno di nuove figure di vertice applicando contestualmente tagli alla manodopera. Tutelare occupazione, produzioni e storici marchi umbri dovrebbe essere anche nell’interesse delle istituzioni e proprio all’indomani della richiesta di intervento avanzata dalle forze politiche di opposizione cade il vertice tra sindacati e Palazzo Donini, in vista del cruciale appuntamento di settembre: l’assemblea dei creditori, ‘corteggiati’ da Francesco Agnello in modalità che hanno spinto il gruppo Ami ad allertare le autorità. Per un resoconto sulle novità è in programma un’assemblea dei lavoratori nella giornata di giovedì.

Regione Umbria Intanto nel pomeriggio l’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni ha annunciato: «Sono a disposizione 10 milioni di euro per l’area di crisi complessa, la Regione cercherà di mettere in campo tutti gli strumenti per la salvaguardia occupazionale. Le istituzioni sono altresì propense a supportare investimenti con gli strumenti ad hoc, le parti concordano sul fatto che sia necessario intervenire sulle linee produttive ed anche sul fronte commerciale». Per le organizzazioni sindacali resta prioritario il mantenimento dei livelli occupazionali, si terrà alta l’attenzione sulla vertenza, anche a livello ministeriale.

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