Così com'è la manovra costerà agli umbri 355 milioni di euro

di Daniele Bovi

«Salvare l’Italia» costerà 394 euro e rotti ad ogni umbro, neonati compresi. Tra aumenti shock per benzina e gasolio, nuovi estimi catastali, due punti percentuali di Iva, tagli agli enti locali, imposte varie la stima del Codacons prevede una mazzata da 355 milioni di euro per le tasche degli umbri. Senza dimenticare il ritorno dell’Ici, ora chiamata Imu, con tanto di beffa secondo i calcoli dall’autorevole centro studi della Cgia di Mestre, l’associazione degli artigiani mestrini. Con il passaggio dall’Ici all’Imu infatti, spiega la Cgia, in caso si possegga una seconda casa il divario tra il vecchio sistema di tassazione e quello attuale tenderà a diminuire. Con redditi oltre i 100 mila euro, addirittura, l’Imu diventa più vantaggiosa dell’Ici.

La beffa dell’Imu «Questo perché – sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – l’Imu avrà una aliquota, salvo la facoltà dei sindaci di aumentarla o di diminuirla di tre punti, del 7,6 per mille, che sostituirà l’attuale Ici, l’Irpef sugli immobili e le relative addizionali regionali e comunali. Se con l’attuale sistema, l’Irpef sugli immobili aumentava al crescere del reddito, garantendo così un criterio di progressività, ora l’Imu sarà praticamente una tassa piatta, che consentirà ai più ricchi, rispetto all’applicazione dell’Ici, aggravi di imposta più lievi man mano che cresce il reddito. Oltre i 100 mila euro di reddito, questi proprietari di seconda casa pagheranno addirittura meno di quanto hanno pagato sinora con l’Ici».

Famiglie impoverite Tornando alle stime del Codacons, gli aggravi medi annui per una famiglia di quattro persone ammonterebbero a circa 1.600 euro. Gli aumenti dell’Iva, che passerà con tutta probabilità dal 21% al 23%, peseranno per 675 euro: 418 euro per l’Iva al 23% e 257 per quella al 12% senza contare i possibili arrotondamenti al rialzo. «I provvedimenti varati dal Governo – spiega il Codacons – porteranno ad un generale impoverimento delle famiglie dell’Umbria, con inevitabili ripercussioni sul potere d’acquisto e sui consumi, che verranno ulteriormente ridotti a danno dell’economia della regione».

Caro carburanti Ad impoverire le famiglie umbre contribuirà di certo il caro-carburanti. Tra l’accisa di quattro centesimi votata proprio martedì mattina dal Consiglio regionale a favore delle zone terremotate del Marscianese e quelle decise dal governo Monti, nei prossimi giorni in Umbria un litro di verde arriverà a costare 1,74 euro. Seguendo la decisione di Eni sempre martedì Ip, Shell e TotalErg hanno ritoccato al ribasso i prezzi alle pompe. Per la prima il ribasso è di un centesimo sul gasolio a 1,565 euro. Shell riduce i prezzi di entrambi i prodotti di 0,5 centesimi: benzina a 1,613 euro, gasolio a 1,579 euro. Per TotalErg ribasso solo sul diesel: -0,8 centesimi a quota 1,57 euro. Da marzo a oggi, secondo l’Unione petrolifera, tra accise e Iva il salasso per le tasche dei cittadini è stato di venti centesimi per la benzina e di 16 per il gasolio.

Giunta in seduta politica Allo scopo di valutare gli effetti della manovra Monti sull’Umbria mercoledì mattina alle 9 la presidente Catiuscia Marini riunirà l’esecutivo regionale in una giunta tutta politica. Fondamentale sarà anche l’analisi di quanto previsto nell’articolato a proposito delle Province, alle quali il testo della riforma endoregionale aveva originariamente assegnato nuove funzioni. Visto lo svuotamento di fatto delle funzioni operato dalla manovra infatti, il riassetto pensato dalla giunta è in standby: di questo si discuterà mercoledì, alle 13, quando la Marini incontrerà i presidenti delle Province umbre Polli e Guasticchi. Quest’ultimo, parlando del decreto Monti, parla apertamente di «azione violenta» nei confronti delle Province.

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