di Maurizio Troccoli

Complice la bella giornata, il primo giorno di saldi, in Umbria, ha visto confermate le fiduciose aspettative dei commercianti. Se uno dei termometri può essere considerato il centro commerciale di Collestrada, intorno all’ora di pranzo, il parcheggio sottostante la struttura era completamente pieno. Come anche quello esterno, mentre un cordone di auto in entrata e in uscita, ha sgombrato il campo dai dubbi a chi, si è affacciato per verificare quali fossero i segnali della giornata di apertura. Code ai negozi e dove poter consumare un veloce pranzo. Anche la zona di Madonna Alta, l’area del Gherlinda, sempre a Perugia, e l’area del Corcianese, ha registrato un significativo movimento di persone. Ma il primo giorno, si sa, con l’aiuto del fine settimana, mette insieme variabili, compreso il desiderio di trascorrere qualche ora in compagnia di amici e famiglia, che da sole non possono che indicare auspici. Per provare a capirne di più invece, dei saldi di questa estate 2018, abbiamo intervistato Carlo Petrini, presidente di Federmoda Umbria.

Cosa ci si attende da questa stagione?

Siamo ottimisti. Le nostre indagini ci dicono che la gente ci raggiunge nei nostri negozi. Possiamo giocarcela bene. Ci aiuterà il fatto che il caldo è appena iniziato e si prevedono giorni di bel tempo.

Come si comporteranno i venditori sugli sconti?

All’inizio, come è noto, la merce è tanta e gli sconti saranno ridotti. Intorno al 20 percento circa. Poi con il passare dei giorni, la merce si riduce e su quella rimanente aumenterà la scontistica, fino al 50%.

C’è però la minaccia del mercato on line che progressivamente toglie spazio ai vostri negozi…

E’ un fenomeno che non va sottovalutato. Ma neppure sopravvalutato come invece avviene. Noi abbiamo contezza di sostenere che per quelli che sono i nostri settori, soltanto il 10% delle nostre vendite avviene on line. La gente continua a preferire il negozio di prossimità, per ovvie ragioni.

Si, ma non è così per i giovani forse. E questo nel tempo può significare qualcosa

E’ vero. In quel 10% che si rivolge al mercato on line sicuramente un 80% è rappresentato da giovani. Questo però significa che lo strumento dei saldi è ancora valido e che c’è del tempo per analizzare meglio il fenomeno e attrezzarsi. Ad esempio prendendo a buon esempio i tanti commercianti umbri che pur senza rinunciare al valore del rapporto umano con il cliente, sono molto cresciuti nell’e-commerce. Dimostrando che è possibile coniugare mercato on line e servizio di prossimità al consumatore sempre più esigente e attento.

Molti sono convinti che i saldi servono al negoziante per svuotare il magazzino

E’ un vecchio concetto, ormai superato da anni. Non esistono più negozi con fondi di magazzino. Il nostro è un mercato molto rapido. Se esisteva della merce ancora nei magazzini dei negozi, i commercianti hanno provveduto a liberarsene attraverso altri canali, come gli stock. Oggi ci si rapporta con il valore degli spazi e con merce fortemente dinamica. Le dico che spesso finisce nei saldi merce freschissima. Anche ad esempio capi giunti in negozio appena una settimana prima

Quale è la vera convenienza del negoziante allora?

I saldi sono anche una occasione di promozione. Sono molte di più le persone motivate a farci visita, richiamati appunto dai saldi. E’ proprio in quell’appuntamento che si possono insaldare relazioni di fidelizzazione, che si può comunicare con il cliente e trasmettere la validità della nostra offerta commerciale.

E qual’è?

Da noi la merce si tocca con mano. Con chi vende ci si guarda in faccia. Non c’è uno schermo di un pc in mezzo. In caso di insoddisfazione si sa a chi rivolgersi. In caso di dubbio su prodotti si trova competenza per essere orientati. Questo è un valore aggiunto che non conosce concorrenza.

Certo ma non mancano i problemi anche tra di voi

Sicuramente c’è chi fa il furbo. C’è ad esempio chi anticipa i saldi. Chi li chiama presaldi e gioca in maniera sleale. Rispetto a questo come categoria proviamo a tutelarci e a tutelare i nostri commercianti onesti. Ma se indagate bene vi accorgete che questi comportamenti irregolari non vengono dal negoziante di vicinato. Ma da grandi magazzini, dalle reti di franchising. Sono grossi e quindi preferiscono rischiare. Nove volte su dieci gli va bene. Una volta vengono acciuffati. E il rischio vale tutto il resto del guadagno.

Quale è la geografia degli affari attraverso i saldi in Umbria?

Non esistono delle aree dell’Umbria dove va bene e altre dove va male. Diciamo che il dato è abbastanza omogeneo nei grandi centri. Immagino Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, ma anche in altre aree commerciali forti. Se qualche area di sofferenza si registra è interna alle città. Ad esempio tra centro e periferia. I centri storici in questi ultimi anni esprimono qualche sofferenza sullo strumento dei saldi. Una spiegazione potrebbe essere il richiamo dei grossi centri commerciali. Ma va detto anche che questo problema è presente in inverno. Nel periodo estivo, l’arrivo di turisti nei centri storici umbri, colma il gap.

Le stime Ed ora alcuni numeri. I saldi in Umbria avranno una durata di 60 giorni di calendario (quindi termineranno il 4 settembre). Secondo le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo poco meno di 230 euro. Queste invece le stime nazionali: il valore dei saldi estivi è di 3,5 miliardi di euro. Il numero di famiglie italiane  25,9 milioni, quelle che acquistano in saldo 15,6 milioni. L’acquisto medio a famiglia è di 227 euro. Il numero medio dei componenti di una famiglia è di 2,3. L’acquisto medio per persona è di 98 euro

Suggerimenti I consigli invece per il corretto acquisto degli articoli in saldo sono:
1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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