Via ai saldi

di Maurizio Troccoli

Il giorno fatidico è il 5 gennaio per il via ai ‘saldi’ in tutta l’Umbria.

Il giorno atteso Un giorno atteso dai consumatori che, con pochi soldi in tasca, hanno preferito programmare e pazientare, ma anche dai commercianti. Sono questi ultimi che ai saldi affidano le ultime speranze, dopo un periodo natalizio che non ha soddisfatto de aspettative. Ma proprio perchè l’aspettativa è per varie ragioni tanta, chi pensa di fare ricorso ai saldi, in Umbria come altrove, è bene che si attrezzi con pochi accorgimenti utili. Altrimenti rischia di pensare di fare un affare e finire in una fregatura.

Accorgimenti Va detto che alcuni accorgimenti andavano già presi tempo prima, ma seguendo le linee della ‘guidaconsumatore’ c’è molto da mettere in pratica.

Saldi veri Innanzitutto accertarsi che le vendite ai ‘saldi’ devono comprendere solo i prodotti della stagione in corso, Certo nulla vieta a un negoziante di svuotare anche il magazzino. Ma quei prodotti vanno specificati e devono avere un prezzo significativamente inferiori a quelli dei saldi di stagione, oltre a essere ben distinti da questi

Effetto sforamento e emozione Evitare quindi l’effetto sforamento e dell’emozione che significa tenere sotto controllo l’impulso all’acquisto spasmodico e compulsivo dettato dal convincimento di fare un affare. Questo induce alla percezione di un proprio budget superiore a quello che veramente si ha e i fattori emozionali possono essere ulteriormente influenzati dal caos, determinato dalla folla, dalla musica e confuzione in negozi e vetrine

Il prezzo La prima cosa importante da verificare è che durante i saldi sia ben esposto il prezzo di vendita iniziale non scontato, la percentuale dello sconto e quindi il prezzo finale del prodotto. Ecco perchè e consigliabile individuare tempo prima i prodotti a cui si è interessati, appuntarsi il prezzo reale di vendita, e magari appuntarsi anche il negozio che lo vende a meno, poi in giorno di saldi andare a verificare che le percentuali di sconto indicate corrispondano a quanto precedentemente appuntato.

Cambio merce La merce può essere cambiata o risarcita solo se difettata. Per dimostrarlo si hanno a disposizione due mesi di tempo. Se invece si pretende il cambio merci per ragioni diverse dal difetto, questo è a discrezione del commerciante. Si raccomanda di presentare la merce come acquistata e non ulteriormente danneggiata e insieme allo scontrino.

La prova dei capi Il negoziante non ha l’obbligo di far provare i capi ai consumatori, infatti, la possibilità di provare gli articoli anche quando vengono messi in saldo è a pura discrezione del commerciante. In questo caso però, le associazioni per la tutela dei consumatori consigliano di non fidarsi di quei commercianti che non rendono possibile la prova. Bisogna altresì sapere che non tutti i prodotti sono soggetti ai saldi.

Occhio alle vetrine Attenzione alle vetrine, specialmente a quelle che vengono interamente coperte da cartelloni e pubblicità. Creano confusione e spaesamento e soprattutto evitano il confronto tra i prezzi del cartellino e l’effettivo sconto sul prodotto.

Se sei fregato Se il negoziante non rispettasse i suoi obblighi, rischierebbe delle salate sanzioni che vanno fino a un massimo di 3 mila euro. Chi si sente raggirato può rivolgersi ai vigili urbani del luogo. E anche alle associazioni dei consumatori o all’ufficio comunale del Comemrcio.

Pagare con carta o diffidare Diffidare da chi obbliga solo a pagare in contanti. Infatti, se il punto vendita in periodi non sospetti accetta il pagamento tramite carta di credito o bancomat, deve dare questa possibilità anche durante le svendite.

Occhio ai super sconti Attenzione agli sconti troppo alti, superiori al 50%, perché potrebbe trattarsi di resti di magazzino oppure vorrebbe dire che i prezzi praticati prima del periodo di saldi erano troppo pompati. In questo caso ci sono segnali evidenti dell’inaffidabilità del commerciante.

Quanto varranno i saldi Differenti sono invece le stime che indicano quanti faranno ricorso ai saldi. Se per l’ufficio studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 344 euro, per Adusbef e Federconsumatori solo il 39% delle famiglie sceglieranno i saldi spendendo 180 euro ciascuna, mentre per il Codacons saranno 175 euro a famiglia e una famiglia su due a caccia dei saldi.

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