di Chia.Fa.
In lieve crescita le rimesse economiche nei paesi di provenienza degli stranieri che lavorano in Umbria. Lo scorso anno, infatti, hanno lasciato la regione circa 88 milioni di euro, in aumento di appena lo 0,6 per cento sul risultato del 2023 in linea con l’incremento nazionale medio che si è attestato a 0,5 per cento.
L’elaborazione arriva come ogni anno dalla Fondazione Leone Moressa su dati della Banca d’Italia, dai quali emerge come a livello nazionale i risparmi degli immigrati inviati in patria girino intorno a 8,3 miliardi di euro, cui va però sommato un flusso invisibile stimato tra 1,2 miliardi e 3,7 miliardi. In questo senso, va quindi segnalato che in Umbria agli 88 milioni di rimesse regolarmente tracciate va aggiunta una quota compresa tra 12,7 milioni e 39,2 milioni che sfugge invece al controllo delle autorità. Prendendo in esame il solo flusso visibile dei risparmi inviati in patria dagli immigrati che lavorano in Umbria, poi, va segnalato che se la crescita su base annua è modesta, più robusta è ovviamente quella maturata negli ultimi dieci anni: dal 2014, infatti, le rimesse economiche degli stranieri sono cresciute del 12,3 per cento a un ritmo comunque inferiore a quello medio nazionale, che si attesta al 29,9 per cento.
