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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 22:39

Rifiuti, in Umbria spesa media aumenta ancora: sfiorati 350 euro a famiglia

Settimo posto per costi e rincari, Cittadinanzattiva: «Urge ridurre spazzatura e differenziarla meglio»

Raccolta differenziata (foto Fabrizi)

Gira appena sotto quota 350 euro la spesa media delle famiglie umbre (tre persone in 100 mq) per la spazzatura con un incremento del 3,3 per cento sullo scorso anno, mentre in Italia i costi sono aumentati dl 2,3 per cento.

Rifiuti, in Umbria spesa media 350 euro Lo rileva l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che colloca la regione al settimo posto sia per il costo del servizio igiene urbana che per la variazione. Precisamente in Umbria per raccolta e smaltimento alla famiglia media vengono richiesti 344 euro l’anno, quindi più della media nazionale che si ferma 314. Superiore anche l’incremento dei In cima alla classifica per la spesa maggiore Campania (414 euro), Puglia (402) e Sicilia (396), mentre i residenti con la bolletta Tari più leggera sono quelli del Trentino Alto Adige (212), Veneto (237), Marche e Molise (246).

Costa più a Perugia che a Terni In particolare, nell’anno che si sta concludendo gli umbri che hanno maggiormente subito l’incremento dei costi per l’igiene urbana vivono a Terni, dove la spesa per il servizio è aumentato del 6,6 per cento, passando da una media si 295 euro a 314. Più contenuto l’incremento patito da chi vive a Perugia, dove la pressione sui residenti è aumentata dello 0,8 per cento, vale a dire che le bollette Tari sono cresciute da 371 euro a 374. Dall’associazione, infine, ricordano che in Umbria la raccolta differenziata ha raggiunto il 66,2 per cento superando la performance media del paese, che non va oltre il 63 per cento.

Appello per riduzione rifiuti «Le tariffe sono aumentate non solo nei capoluoghi di Perugia e Terni» afferma Paola Giulivi, segretaria regionale di Cittadinanzattiva Umbria, che bolla come «inaccettabile la politica regionale di gestione dei rifiuti» e rinnova «l’appello al buon senso dei cittadini: riducete i rifiuti, differenziate meglio e partecipate alle politiche locali, perché non è la percentuale di raccolta differenziata, ma quella di riciclo e riduzione dei rifiuti che possono aiutare l’ambiente, la nostra salute e le nostre tasche con tariffe più basse».

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