di Daniele Bovi
Per il momento si parla di «sinergie», anche se di fatto potrebbe essere il primo passo verso la realizzazione dell’auspicato gestore unico regionale dei rifiuti. Martedì nella sede di Gesenu la società guidata dal presidente Wladimiro De Nunzio e da Luciano Piacenti ha firmato insieme alla ternana Asm, rappresentata dal numero uno Paolo Ricci e dal dg Stefano Tirinzi, un accordo «per realizzare sinergie nell’ambito della raccolta e del trattamento dei rifiuti». In questo modo quelli che sono i due più grandi attori della regione uniscono le forze per «elaborare una strategia comune utile a entrambe per affrontare congiuntamente, al meglio, le problematiche del settore ambientale.
Un solo gestore «Se è il primo passo per un gestore unico? C’è sempre – risponde Ricci – un primo passo, anche se questo in realtà è il secondo dato che è da tempo che ci ‘annusiamo’. Noi siamo aperti a tutto». «Sì – aggiunge Piacenti – la soluzione del gestore unico è sullo sfondo; intanto ragioniamo tra di noi, se poi altri si uniranno metteremo tutto a fattor comune». La prima pietra di un edificio chiesto a più riprese nel corso degli anni dalla Regione e che spunta pure dalle bozze del nuovo Piano d’ambito che l’Auri (l’Agenzia unica regionale per i rifiuti e l’idrico) sta per chiudere, sembra posata. L’accordo di martedì si muove mettendo in evidenza, in primis, gli «stringenti e talvolta spigolosi fattori» che caratterizzano il settore, ovvero le «criticità operative» che spesso, come la scorsa settimana, diventano subito emergenza rifiuti, poi le complesse norme e le «criticità nella disponibilità impiantistica».
Mutuo soccorso Di fronte a un quadro simile Asm e Gesenu daranno vita a un team operativo che avrà il compito di elaborare iniziative di sviluppo come le acquisizioni o la costruzione di nuovi impianti, lo scambio di informazioni costante, il mutuo soccorso, un «tavolo permanente e strutturato» che valuti le forme di collaborazione e, infine, un «processo di analisi comune delle proposte contenuti nei piani di ambito e nel piano regionale». Insomma, come ovvio le due società si muoveranno sulla base delle indicazioni e del quadro normativo tracciato dai piani, a partire dalla chiusura del ciclo che, secondo quanto stabilito dalla Regione, dovrebbe avvenire attraverso alcuni impianti che in Umbria produrranno Css (il combustibile solido secondario), da esportare poi in altre regioni dove verrebbe bruciato.
Regione nel mirino E proprio il piano della Regione è tornato nel mirino del vice sindaco di Perugia Urbano Barelli, presente alla firma: «Noi – dice – dobbiamo essere autosufficienti nella gestione, ma lo possiamo solo fare con uno sguardo regionale. Le difficoltà di questi anni sono arrivate a causa di una inadeguata impiantistica. E anche il piano regionale è inadeguato». Riguardo all’accordo invece il presidente De Nunzio ha parlato di una «iniziativa importantissima, quasi storica. In una regione così piccola non ci si può muovere senza sinergie e divisione dei compiti». Lo stesso Piacenti ha sottolineato che «dobbiamo ragionare su scala regionale anche nell’ottica della copertura dei fabbisogni».
L’indifferenziata Sollecitato dai giornalisti il manager Gesenu ha parlato anche delle evidenti difficoltà dei giorni scorsi a proposito della raccolta dell’indifferenziata: «Ci sono state – risponde – una serie di coincidenze sfortunate, come il fermo per manutenzione degli impianti fuori regionale che ha fatto sì che parte della capacità di collocamento venisse meno. La riduzione effettiva è stata del 17 e non del 25 per cento. Ora comunque i problemi sono risolti e siamo rientrati in condizioni ordinarie».
Le Crete e Casone Sempre martedì la giunta regionale ha spiegato di aver preso atto del verbale del Comitato di coordinamento sulle valutazioni ambientali formulato il 21 maggio scorso, che dà il via libera all’ampliamento del secondo calanco della discarica Le Crete di Orvieto. Un progetto «compatibile con lo strumento urbanistico vigente del Comune». All’inizio Acea ambiente aveva chiesto 800 mila metri cubi, poi durante l’interlocuzione con le istituzioni si è chiuso prima a quota 390 mila e infine, con le prescrizioni della Soprintendenza, a 231 mila. Mercoledì intanto a Casone (Foligno) Auri, Valle umbra servizi e Asja Ambiente Italia inaugureranno l’impianto per la produzione di biometano.
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