di Chiara Fabrizi

Umbria 16esima nella classifica di Demoskopika, che da 9 anni elabora l’indice regionale di reputazione turistica sulla base di una serie di «aree di ricerca», che vanno da «visibilità e interesse dei portali turistici istituzionali regionali e relativo appeal social negli stakeholder» fino a «ricerca e popolarità della destinazione, qualità e apprezzamento della ristorazione, dell’offerta ricettiva e culturale». Il risultato finale fa arretrare l’Umbria di una posizione nella classifica generale, anche se il punteggio generale è il medesimo della scorsa edizione, ossia 97,4. Resta, invece, blindato il vertice del ranking: primo posto alla vicina Toscana con 113,5; secondo al Trentino Alto Adige con 112,2; e terzo alla Sicilia con 109,7.

Ci sono, però, alcuni indicatori che fotografano l’Umbria a tinte più chiare. Il piazzamento migliore arriva dall’enogastronomia locale e dall’ampia varietà di interpreti presenti nelle cucine della regione che continuano ad avere pochi rivali. Tant’è che il rating dedicato alla qualità della ristorazione porta l’Umbria fino alla quinta posizione con una valutazione di 110,1 calcolata in base «alle recensioni online», più precisamente «come media ponderata delle valutazioni ricevute su TripAdvisor e The Fork» dai locali. Meglio dell’Umbria fanno solo Marche (119,4), Lazio (114,1), Trentino Alto Adige (111,7) e Toscana (110,5).

Con l’indice sui ristoranti fa il paio quello sull’offerta ricettiva e anche l’altro sull’offerta culturale, che Demoskopika poi somma per fornire un altro rating: nel primo caso, comunque, l’Umbria non va oltre la 13esima posizione con un voto di 95,7 che è frutto della «media ponderata delle valutazione ricevute dalle strutture su Tripadvisor, Booking e Google Travel»; nel secondo, invece, l’Umbria si attesta in 11esima posizione con 96,4 derivante dalla «media delle valutazioni ricevute per le attrazioni culturali su TripAdvisor».

Demoskopika con questi tre indicatori (ristoranti, offerta ricettiva e offerta culturale) elabora un’ulteriore indice per misurare la reputazione dell’offerta turistica («come media ponderata dei tre e al peso della numerosità delle unità rilevate per area»). E qui l’Umbria scala parecchio la classifica, salendo fino all’ottava posizione e ottenendo il voto di 100,3. In questo caso il ranking è guidato da Lazio (110,6); Basilicata (107,7) e Trentino Alto Adige (107,5), mentre la Toscana è quarta (106,7) e la Sicilia settimana (102,5).

L’Umbria è in top ten, inoltre, anche per popolarità della destinazione, piazzandosi in nona posizione con 96,3: l’indice viene in questo caso elaborato esaminando «l’andamento del termine “Umbria” rilevato da Google Trends e filtrato nella categoria “viaggi”» da cui è poi stata calcolata «la media dei valori settimanali registrati tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2025». In questo caso a guidare la classifica sono Toscana (133,1); Calabria (112,8); e Sardegna (109,1).

Umbria fuori dalla top ten, invece, con l’indice di visibilità turistica, che «fornisce una misura quantitativa della presenza online delle destinazioni turistiche regionali» attraverso «un’analisi condotta usando Google search come proxy della visibilità online, intesa come numero di pagine indicizzate che contengono l’espressione “vacanza + Umbria”»: i «valori restituiti da Google search vengono poi normalizzati e trasformati in un indice comparativo», che fa scivolare l’Umbria fino in 13esima posizione con 93,6.

Infine, appena migliore il piazzamento con l’indicatore che misura la reputazione social dell’Umbria, che in questo caso è 12esima con 97,8. Va comunque detto che qui Demoskopika «misura la rilevanza e l’impatto della presenza istituzionale di ciascuna regione sui principali canali social, normalizzando i follower totali rilevati dalle pagine social ufficiali (Instagram, Facebook, X, YouTube, TikTok) degli enti e/o agenzie regionali del turismo di ogni regione».

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