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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 13:52

Regionali, Cgil fa 10 domande ai candidati: «Basta sciacallaggio, si parli di problemi dell’Umbria»

Il sindacato pronto al confronto: «Ci dicano come vogliono creare lavoro coi fondi europei. Pd e M5s? Ci interessano i temi, non le alchimie»

Al centro il segretario regionale Vincenzo Sgalla

di Iv. Por.

«Dal nostro congresso ci siamo detti di stare alla larga dalla discussione sui candidati e sulle liste perché in questa fase ci interessano i contenuti. Su questi siamo pronti a confrontarci con tutti coloro che hanno l’ambizione di governare l’Umbria». La Cgil presenta le sue dieci domande alle forze politiche che si apprestano ad affrontare le elezioni regionali del 27 ottobre. A porle il segretario Vincenzo Sgalla alla presenza dei vertici di tutte le categorie.

Umbria centro del mondo Sull’andamento della campagna elettorale, Sgalla stigmatizza un dibattito incentrato unicamente su temi nazionali. «Non mi piace questo sciacallaggio sui problemi dell’Umbria per finalità diverse – ha detto Sgalla -. Noi vogliamo che chi si prepara a governare ci spieghi come intende rilanciare l’economia e creare lavoro. Con ricette diverse magari, ma che pensi a questo». Sul progetto civico innescato nel centrosinistra e l’apertura del Movimento 5 stelle, il segretario della Cgil ha sottolineato come «sicuramente ci suscita interesse, ma la politica non può essere solo alchimia. Ci vuole un progetto, se si metteranno d’accordo e risponderanno alle nostre domande li giudicheremo».

Le domande: lavoro al centro Sgalla ha sintetizzato le dieci domande. «Come si intendono utilizzare le risorse senza precedenti che arriveranno nei prossimi anni alla nostra regione? Come si vuole contrastare la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro (13 nei primi sette mesi del 2019)? Quali interventi si immaginano per combattere davvero la pratica del massimo ribasso negli appalti, che genera illegalità e sfruttamento del lavoro? Come ci si vuole rapportare con le multinazionali presenti sul territorio, dalle cui scelte – pensiamo prima di tutto ad Ast – dipende un pezzo fondamentale della nostra economia? E ancora, cosa si vuole fare per rilanciare le nostre aree interne, a partire dalle zone terremotate? Come si intende difendere il sistema di welfare e sanità pubblica, per decenni fiore all’occhiello di questa regione e oggi in grave difficoltà, anche (ma non solo) per le gravi condotte finite ora sotto la lente dell’autorità giudiziaria?». «Ecco, queste sono una parte delle questioni che vorremmo mettere al centro del dibattito elettorale – ha concluso Sgalla – dichiarandoci pronti sin da subito al confronto con tutte le parti politiche, fermi restando i nostri principi fondamentali, come l’antifascismo e l’antirazzismo, sui quali ovviamente non siamo disponibili a mediare».

Le dieci domande

 

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