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sabato 4 dicembre - Aggiornato alle 05:50

Regionali, Confindustria: «Giudichiamo i programmi. Otto priorità per chi vuole i nostri voti»

Il presidente Alunni: «Servono regole più semplici e una identità regionale forte. Un patto coi sindacati». Angelantoni nuovo vice. Boccia: «Tagliare cuneo fiscale»

Interviene Antonio Alunni

di Ivano Porfiri

Otto priorità che vanno dalla creazione di un brand Umbria alle infrastrutture, dalla semplificazione al credito. Il presidente di Confindustria Umbria, Antonio Alunni, le consegna come un compito da fare a casa a chi si presenterà per chiedere i voti alle prossime elezioni regionali. «Come imprenditori – dice nella sua relazione all’assemblea annuale di Assisi – non spetta a noi giudicare i valori delle diverse forze politiche che competono per aggiudicarsi il governo nazionale e i livelli di governo inferiori. Ma come imprenditori abbiamo il diritto, e anzi il dovere, di giudicare i programmi delle diverse forze politiche per quel che riguarda l’economia e di esprimere il nostro giudizio». Nella platea, tra gli industriali, molti politici. Tra loro i candidati presidente Donatella Tesei, Vincenzo Bianconi (con Andrea Fora) e Claudio Ricci.

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L’assemblea Prima della relazione di Alunni si è svolta la parte a porte chiusa dell’Assemblea, durante la quale sono stati rinnovati gli organismi con la nomina di Gianluigi Angelantoni come vicepresidente. Nato a Todi 75 anni fa, è presidente e ad del Gruppo Angelantoni Industrie di Massa Martana, presidente di Anest (Associazione Nazionale del Solare Termodinamico) e vicepresidente nazionale del Kyoto Club. Dopo la relazione di Alunni, interviene Gian Carlo Blangiardo (presidente Istat) e quindi spazio alla tavola rotonda con Alberto Bombassei, presidente Brembo, Alessandro Chiesi, responsabile Regione Europa Chiesi Farmaceutici, Edoardo Garrone, presidente Gruppo Erg e Andrea Tomat, presidente Gruppo Lotto-Stonefly. A chiudere l’intervento del presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia. Nel corso della serata verranno premiate 14 aziende storiche con 75 anni di iscrizione a Confindustria Umbria.

LE 14 AZIENDE STORICHE PREMIATE

Otto priorità Alunni, nella sua relazione, dunque, snocciola i punti che giudica essenziali per avere il favore degli industriali alle elezioni regionali. «La vera creazione di ricchezza in una Nazione è data dalle imprese – dice -. Se la ricchezza non è prodotta, essa non può neanche essere distribuita e redistribuita per le finalità sociali. Troppo spesso si dimentica questa verità fondamentale. Noi possiamo agire bene, creare posti di lavoro e ricchezza per tutti, soltanto se intorno all’impresa c’è una comprensione veritiera e diffusa della nostra missione e della nostra azione». Per creare questo contesto, il prossimo governo se vorrà essere, funzionale alla prosperità della nostra Regione, dovrà perseguire, alcune priorità. «La prima – secondo Alunni – è quella di dare una identità chiara, netta e riconosciuta in Italia e nel mondo all’Umbria. Produrre in Umbria deve diventare un segno riconosciuto nel mondo di tutte le nostre eccellenza».

Regole più semplici La seconda priorità è quella «dotare la nostra Regione di infrastrutture alla pari delle altre regioni più avanzate dell’Italia». Seguono la formazione del capitale umano e la semplificazione normativa. «Noi – spiega Alunni – non vogliamo, una assenza di regole. L’ambiente è un esempio fondamentale di questo punto. L’ambiente non è un vincolo ma è un’opportunità. Noi vogliamo regole migliori, più efficienti, che favoriscano e non ostacolino l’attività imprenditoriali». La quinta priorità è l’innovazione, da incentivare concentrando le risorse della prossima programmazione europea. Poi ci sono l’agevolazione del credito, la valorizzazione della sanità privata e il rafforzare il processo di internazionalizzazione delle imprese.

Piccolo non è bello Da quest’ultimo punto di vista, il presidente degli industriali ha invitato a non avere paura di aprirsi al mondo, di esplorare nuovi mercati «perché – ha detto – noi imprenditori dell’Umbria abbiamo tutte le capacità di essere vincenti nell’economia globalizzata» di cui «dobbiamo vedere non i lati negativi ma le opportunità formidabili per le nostre aziende». Tuttavia, Alunni ha richiamato uno studio dell’Aspen Institute econdo cui la peculiarità dell’Umbria è la presenza di numerose imprese che sono relativamente meno efficienti. Queste imprese sono la causa del dato aggregato negativo per ciò che concerne la produttività del lavoro. Le dimensioni limitate delle imprese manifatturiere costituiscono un fattore negativo, in quanto l’investimento nella internazionalizzazione e nell’innovazione richiede un forte supporto finanziario. «La conclusione per noi imprenditori – sottolinea Alunni – è univoca. La sola via per far sviluppare l’industria e l’economia dell’Umbria passa dalla crescita dimensionale delle sue imprese, delle nostre imprese. Per crescere le nostre imprese hanno bisogno del lavoro, dell’intelligenza e della creatività di chi le possiede e di chi le gestisce. Hanno bisogno di una visione, di imprenditori capaci e soprattutto lungimiranti. Ma hanno bisogno anche di operare in un contesto che renda il lavoro degli imprenditori e dei manager possibile».

Patto coi sindacati Di un simile contesto fanno parte anche le rappresentanze dei lavoratori. E a loro Alunni lancia una sorta di appello. «Nella formazione di un capitale umano di eccellenza, noi auspichiamo, noi ci aspettiamo, una proficua collaborazione con le forze sindacali. La naturale dialettica tra le forze datoriali e quelle sindacali non deve mai diventare una contrapposizione. Non vi sono interessi contrapposti dei datori di lavoro e dei lavoratori. Chiediamo oggi ai sindacati di intraprendere un percorso comune, nell’interesse generale dei propri iscritti e della nostra Regione».

Boccia: «Tagliare cuneo fiscale» Il presidente nazionale Vincenzo Boccia ha parlato a margine dell’assemblea, specie di temi nazionali. «Ci attendiamo – ha detto – il taglio delle tasse sui salari dei lavoratori italiani, che significherebbe anche attivare la domanda interna». Sul contrasto all’evasione fiscale, Boccia ha sottolineato come Confindustria sia «per una premialità sull’uso della moneta elettronica», ma allo stesso tempo «non per la penalizzazione dell’uso del contante».

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