Al centro, la presidente Catiuscia Marini (foto F.Troccoli)

«Affinché l’Umbria possa fare un deciso passo in avanti, un vero e proprio salto di qualità nelle sue politiche di sviluppo e di superamento della grave crisi economica, occorre una vera e forte alleanza tra tutti i soggetti istituzionali e gli attori pubblici, ed insieme definire una strategia per un nuovo sviluppo e per la ripresa economica e sociale». Commenta così la presidente della Regione, Catiuscia Marini, la prima sessione dei lavori di presentazione del Rapporto Economico e Sociale 2012-13, realizzato dall’Agenzia Umbria Ricerche. «Il quadro negativo, e preoccupante dello stato dell’economia nella nostra regione – ha affermato la presidente – che ha subìto pesanti ripercussioni a seguito della crisi economica che ha investito la quasi totalità dei Paesi del mondo, impone a tutti un impegno straordinario. È molto importante la condivisione delle analisi delle cause che hanno determinato la crisi e le sue conseguenze nella nostra regione; ma ancor più importante è condividere le strategie per il superamento di questa situazione».

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Conseguenze sociali Per la presidente Marini, ciò che maggiormente preoccupa, soprattutto nell’immediato, sono le conseguenze sociali della crisi economica: «Se solo consideriamo che dal prossimo mese di aprile, per tutte le Regioni italiane, verranno meno le risorse per alcune forme di ammortizzatori sociali (la cassa integrazione in deroga, ndr), possiamo ben immaginare quali potranno essere gli effetti sui lavoratori e le loro famiglie e sull’intero sistema economico umbro. Dobbiamo considerare – ha aggiunto Marini – che non è più possibile, anche se ancora necessario, affrontare la crisi solo con misure di mitigazione dei suoi negativi effetti. Così come le strategie locali devono potersi integrare con quelle nazionali ed europee. Di questo stiamo discutendo, come Regioni, con il Governo. Abbiamo, infatti, posto con forza la necessità di una ‘coerenza’ tra le strategie nazionali e locali, soprattutto per ciò che riguarda la nuova fase della programmazione dei fondi comunitari».

Il credito «C’è poi un altro fondamentale elemento sul quale occorre riflettere – ha proseguito la presidente – , ma anche intervenire: le politiche del credito, in particolar modo verso il sistema delle imprese». La presidente Marini, che ha apprezzato il lavoro svolto dall’Aur e dai ricercatori che vi hanno collaborato, ha auspicato che già da subito, «con l’ausilio di tutte le nostre agenzie che si occupano non solo di ricerca, ma anche di economia e sviluppo come Gepafin e Sviluppumbria», si possa «avviare un lavoro di elaborazione delle strategie per uscire dalla crisi, superando definitivamente un approccio autarchico, e magari – ha concluso – guardando alle diverse buone pratiche che ci sono in giro in Europa».

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