‘La filiera del tabacco, quale futuro?’ è il titolo dell’incontro web che si terrà mercoledì 9 dicembre alle ore 16. L’iniziativa, promossa da Confagricoltura, Unione Nazionale Tabacco (UNITAB) e CIA-Agricoltori Italiani, sarà l’occasione per discutere delle policies a sostegno di un comparto strategico con operatori del settore, Confagricoltura e CIA, manifatture come JTI Italia che hanno contribuito allo sviluppo del distretto tabacchicolo dell’Alta Valle del Tevere in Umbria, e il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Teresa Bellanova. Obiettivo è quello di spingere il Governo a realizzare una normativa che consenta una programmazione nel lungo periodo per dare più stabilità all’intera filiera che, nell’Altotevere ma anche nella Bassa Veronese, ha un impatto di notevole rilevanza.
Interventi e convegno Durante l’evento, che sarà moderato da Paolo Mieli, interverranno con il seguente ordine: Prof.ssa Flaminia Ventura (Università di Perugia); Massimiliano Giansanti (Presidente Confagricoltura); Dino Scanavino (Presidente Cia-Agricoltori Italiani); Fabio Rossi (Presidente TTI – Trasformatori Tabacco Italia); Gian Luigi Cervesato (General Manager JT International Italia); On. Filippo Gallinella (Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati); Sen. Gianpaolo Vallardi (Presidente della Commissione Agricoltura del Senato della Repubblica); On. Teresa Bellanova (Ministro delle Politiche Agricole). Viste le limitazioni poste dall’emergenza sanitaria, l’evento si svolgerà online su piattaforma Zoom e per connettersi sarà necessario collegarsi a questo link.
Distretto Altoteve Nell’ultimo decennio, la tabacchicoltura ha subito una radicale trasformazione ed il mantenimento del primato dell’Italia nella produzione del tabacco a livello europeo è stato reso possibile grazie ad un insieme di azioni coordinate messe in atto sia dalle Istituzioni che dall’intera filiera. In quest’ottica, sono stati determinanti gli accordi con le manifatture internazionali per assicurare l’acquisto del prodotto italiano, fortemente voluti e promossi dal Ministero delle Politiche Agricole e dalle Regioni per dare garanzie commerciali a questo comparto produttivo. Gli attuali trend del mercato rendono però necessario avviare un’analisi approfondita del settore e delle sue prospettive di sviluppo per continuare ad assicurarne competitività e resilienza davanti alle sfide della sostenibilità economica e del rispetto dell’ambiente insieme ai rappresentanti della filiera e delle Istituzioni. Al centro dell’incontro, il futuro del distretto tabacchicolo dell’Altotevere e della Bassa Veronese che, oltre alle aziende di produzione e di trasformazione, includono anche un indotto più ampio in un’ottica di filiera completa. Le caratteristiche più salienti che caratterizzano la filiera sono le azioni a sostegno di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso progetti che prevedono cospicui investimenti per ricerca e innovazione.
Contratti pluriennali Permettere agli imprenditori del tabacco di fare scelte e investimenti sul lungo periodo, senza più navigare nelle acque cupe dei contratti annuali. Ridare valore e prospettive al comparto tabacchicolo, assicurando contratti pluriennali con le grandi manifatture del tabacco, Japan e British Tabacco in particolare, sostenendo un settore che ha saputo affrontare la dura prova della pandemia globale mantenendo i posti di lavoro. È, in particolare, l’appello di Cia Umbria alla vigilia dell’incontro ‘La filiera del tabacco, quale futuro?’. “Il tabacco – sottolinea Matteo Bartolini, presidente Cia Umbria – sta offrendo oggi una sicurezza economica per molte famiglie in Umbria. La produzione del tabacco rappresenta per l’Alta Valle del Tevere una realtà agricola e industriale fondamentale, confermando l’Umbria al primo posto per la produzione di tabacco in Italia: siamo un fiore all’occhiello in quanto a specializzazione e know how. Ma per continuare a reggere ai duri colpi che la pandemia globale ha inflitto a tutti i settori economici, e per essere sempre più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico, i coltivatori hanno bisogno di contratti pluriennali”. I contratti pluriennali danno, secondo Cia Umbria, la possibilità di continuare ad investire sulla produzione italiana. “Il Governo – dichiara Bartolini – dovrebbe sostenere la produzione di tabacco italiano che, a differenza del tabacco prodotto in paesi Extra Ue, è coltivato seguendo rigide norme nell’uso di concimi e diserbanti chimici e che, pertanto, è senza dubbio il migliore dal punto di vista della salute pubblica e il più sostenibile al mondo, anche sotto il profilo ambientale”.
