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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 20:33

Primo maggio a Terni: timori per Ast, rabbia per Treofan e altre storie di lavoro

Valbona fa pulizie in ospedale: «Un barcone e la speranza di futuro, viva l’occupazione che è dignità» La giornata in diretta

di Mar. Ros.

«Terni si cura con il lavoro e tutti gli attori devono rendersi protagonisti. Qualunque scelta per Ast deve essere condivisa, ponderata e non penalizzante». Sono le parole di Emiliano Petralla, delegato Fim Cisl di Acciai speciali Terni che, parafrasando lo slogan della manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale, proprio a ridosso della fabbrica di viale Brin, parla alla piazza del Primo maggio rappresentata da Maurizio Landini. Il sito siderurgico, prossimo ad un passaggio di proprietà e primo in Umbria per occupati e Pil, è il sorvegliato numero uno del momento. Lo sottolinea il deputato Pd Walter Verini: «Tutta la regione deve essere mobilitata» e proprio dalla città dell’acciaio l’europarlamentare Daniela Rondinelli fa sapere che dopo la sua interrogazione il caso Ast sarà attenzionato in prima persona dalla commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager.

VIDEOINTERVISTA A LANDINI

VERINI E RONDINELLI SU AST

FOTOGALLERY

Landini a Terni E sempre per Acciai Speciali Terni, i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm stanno attendendo la chiamata del Mise. Cosa chiederanno al ministro dello Sviluppo economico Giorgetti i metalmeccanici lo dice il numero uno Fim Roberto Benaglia intervenuto il Primo maggio a Terni, città simbolo dalla quale il segretario della Cgil Maurizio Landini ha scelto di parlare all’Italia dei lavoratori, dei disoccupati e dei decisori politici: «Perché la siderurgia è un settore strategico per qualsiasi Paese industriale – ha spiegato Landini – e qui i lavoratori unitariamente, in passato, hanno dato prova di cosa vuol dire difendere le produzioni pensando al futuro del Paese. E allora è anche da qui che si può ricostruire un’unità del mondo del lavoro come diritto per realizzare sé stessi ma anche contribuire alla crescita dell’Italia. I lavoratori delle acciaierie di Terni hanno preso anche le bastonate nelle passate vertenze ed è indimenticabile la resistenza mostrata in quei 40 giorni di sciopero e la solidarietà sociale di una città intera».

BENAGLIA: VIDEOINTERVISTA

VIDEO DEL PRIMO MAGGIO A TERNI

Ast Storie d’acciaio, come quelle che ripercorre ancora Petralla: «Abbiamo già dato: il Magnetico, la crisi del 2008, la ristrutturazione Morselli, non possiamo permetterci tagli in nessun senso». A proposito della vendita Landini dice: «Siano chiari piani industriali e investimenti di chi si propone a capo di Ast per produrre compatibilmente con le esigenze dell’Ambiente» e dice anche sì alla partecipazione dello Stato per una politica comune pubblico-privata. Voce di Ast quella di Fabrizio Blasi (Rsu Uilm): «Quella di oggi un’iniziativa importante che ci vede però ribadire quanto poco abbia fatto la politica italiana per gestire il passaggio delle multinazionali sul territorio e ne paghiamo le conseguenze giorno dopo giorno. Treofan ne è un esempio. Urge a questo proposito anche la riflessione e l’autocritica, serve interrogarsi se è stato fatto abbastanza. Ast rappresenta da sola più del 15% del Pil umbro e per tipologia di produzioni è unica e strategica in Italia, un gioiello di competitività da valorizzare. Abbiamo bisogno dunque di garanzie su produzioni, sostenibilità ambientale e occupazione».

Treofan Ma dalla piazza di Terni c’è ampio spazio anche per la vertenza Treofan e Massimo Serantoni (delegato Femca Cisl) quando interviene, salendo sul palco con un delegato Filctem e uno Uiltec non le manda a dire: «Non ho niente da festeggiare – dice con forza – perché sono uno dei 950 mila italiani che quest’anno hanno perso il lavoro, uno dei 142 lavoratori Treofan messi alla porta da chi ha calpestato la nostra dignità e quella delle rispettive famiglie. Voglio essere fiducioso ma non posso festeggiare, la situazione è drammatica. Serve un progetto industriale serio e dignitoso». E da qui rilancia lo slogan ‘L’Italia si cura con il lavoro’ il segretario generale della Cgil Claudio Cipolla che introduce e coordina l’iniziativa fornendo dati tutt’altro che incoraggianti e non manca di far osservare un minuto di silenzio per le vittime del lavoro e del Covid-19.

L’Italia si cura con il lavoro E nella piazza del Primo maggio, tra gli interventi c’è spazio anche per i lavoratori del commercio, dell’agroalimentare e del multiservizi. Valbona, che lavora per una ditta di pulizie all’interno dell’ospedale di Terni evidenzia come soprattutto in tempi di pandemia, il suo servizio sia diventato essenziale: «Trasporto pazienti, sanificazioni, tutto nella paura del contagio ma nella consapevolezza di essere indispensabili. Sono arrivata in Italia a bordo di un barcone – racconta – con la sola speranza in un futuro migliore e trovo vergognoso che ancora si contino morti in mare. Viva il lavoro per la dignità delle persone».

Le donne Altra voce femminile quella di Ingrid che lavora nel commercio (delegata Uiltucs) che rivendica un’azione importante in tempi di pandemia: «Abbiamo garantito servizi e anche speranza per la normalità che abbiamo cercato di offrire, lavorando sempre, anche quendo le misure di sicurezza non c’erano ancora tutte, scontando tempi di approvvigionamento di dpi anche piuttosto lunghi». E nella piazza del Primo maggio non manca la rappresentanza dell’Agroalimentare: «La crisi ha reso evidente quanto la carenza di investimenti in innovazione e compatibilità ambientale possa mettere a rischio la vocazione storica di un territorio. La Regione deve mettere in atto una politica in grado di produrre nuova occupazione, rispondente alle esigenze territoriali consolidando i punti di forza: meccanico, chimico, agroalimentare». E qui la piazza ha inserito anche la richiesta di nuovi assi di sviluppo e di infrastrutture adeguate, oltre alle vaccinazioni chieste anche da Maurizio Landini, a gran voce.

 

 

 

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