Spoleto, via a iter per nuovo Prg: «Pronto entro 2015» (foto U24)

di Chia.Fa.
Twitter @chilodice

«Se Comune e Regione non saneranno rapidamente, una quindicina di aziende saranno costrette a far scattare la cassa integrazione per 70 lavoratori». È un appello accorato quello lanciato da Cristian Benedetti (Fillea-Cgil) alle istituzioni chiamate a risolvere la voragine urbanistica aperta dalla sentenza con cui il Consiglio di Stato ha annullato il Piano regolatore generale di Spoleto.

A rischio 70 posti di lavoro Che la situazione sia particolarmente drammatica sia per il comparto edile, ma anche per i professionisti, da geometri a geologi, lo conferma la brusca inchiodata registrata all’indomani della pronuncia dei giudici nel cantiere del parco commerciale Il Querceto, dove le due aziende che stavano lavorando sono state costrette a fermare i mezzi, liberare l’area e attivare l’ammortizzatore sociale su dieci operai. «Se le istituzioni non riusciranno nel giro di tre mesi a trovare una soluzione – ha scandito Benedetti – molte delle ditte attive sul territorio non terranno e ci troveremo a fare i conti con altre difficoltà occupazionali».

L’ultimo bimestre dell’edilizia a Spoleto Anche perché, come noto, il comparto edile del territorio, e non solo, è in forte sofferenza. Come confermano i dati su Spoleto elaborati dalla Cassa edile che tra il dicembre 2013 e il gennaio 2014 evidenzia una lieve contrazione, con la massa salari scesa da 342.067 euro a 325.286, mentre gli operai al lavoro nello stesso bimestre sono passati da 335 a 326. In contrazione anche il numero delle imprese, passate da 95 a 91.

Cementir, tutti in cigs E in questo senso nello stabilimento Cementir di Sant’Angelo in Mercole si è tornati ad attivare la cassa integrazione straordinaria per i 103 lavoratori in organico. Va detto che la vertenza non è originata dall’annullamento del Prg, ma da una crisi aziendale datata, tant’è che qui gli operai hanno già esaurito l’ammortizzatore ordinario, ma naturalmente la pronuncia del Consiglio di Stato non aiuta neanche l’azienda italiana.

Serve liquidità Nell’appello targato Cgil non manca l’ennesimo invito rivolto agli istituti di credito, ma anche a Gepafin, a concedere liquidità alle aziende. «Ci sono produzioni di nicchia che vanno particolarmente bene – ha spiegato Benedetti – perché lavorano soprattutto con l’estero, penso all’Italpoltrone che esporta in Russia e negli Emirati arabi, ma sono realtà che hanno comunque bisogno di liquidità che ancora oggi è difficile reperire sul mercato. Particolare attenzione chiediamo all’ispettorato nel contrasto del lavoro nero e delle partita Iva fasulle».

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