di Chiara Fabrizi
Il Pil dell’Umbria quest’anno crescerà dell’1,9 per cento. La previsione è di Svimez (associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) che mercoledì mattina ha diffuso le stime anche per il biennio successivo, che sono inferiori e mostrano l’Umbria ancora molto in affanno rispetto alle altre regioni del Centro Italia. In particolare, gli esperti guidati dal presidente Adriano Giannola per il 2023 dell’Umbria non si sbilanciano oltre un aumento del Pil dell’1,5 per cento, ridotto all’1,3 per cento nel 2024, anno in cui nel Centro Nord si prevede possa fare peggio dell’Umbria soltanto la Valle d’Aosta.
L’analisi di Bankit Lo scorso 24 giugno, il rapporto sull’economia umbra elaborato dalla Banca d’Italia, veniva spiegato che nel 2022 «le strozzature dal lato dell’offerta hanno ostacolato la produzione manifatturiera, mentre l’eccezionale rialzo dei prezzi energetici, accentuatosi dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ha ridotto i margini economici delle imprese umbre e il potere di acquisto delle famiglie residenti». Gli esperti avevano anticipato che «i rincari sono destinati ad avere riflessi rilevanti sull’economia umbra: il consumo di energia di famiglie e imprese per unità di Pil è infatti tra i più elevati in Italia, pure se si considera solo la parte prodotta con combustibili fossili». Così come «l’impatto del blocco delle vendite verso le aree coinvolte nel conflitto dovrebbe essere più marcato rispetto al resto del Paese per l’elevata quota delle esportazioni regionali che vi sono dirette».
Umbria più lenta Il ritardo economico dell’Umbria stimato da Svimez è particolarmente evidente per l’anno in corso, quando qui l’aumento del Pil non andrà oltre l’1,9 per cento, mentre in Toscana crescerà del 3,1 per cento, nelle Marche del 3,6 per cento e nel Lazio del 2,5 per cento. Molto meglio dell’Umbria fa anche l’Abruzzo, dove le stime indicano un balzo del Pil del 3,5 per cento. Nella regione, poi, la ripresa economica, dopo lo choc delle restrizioni anti Covid-19 e nel bel mezzo di una crisi energetica e internazionale, è decisamente più lenta anche rispetto alla crescita media del Paese, per il quale Svimez, sempre relativamente al 2022, prevede un aumento del Pil del 3,4 per cento trainato dal 4,7 per cento del Nord Est.
Stime Pil 2023-24 Ma la crescita, stimata chiaramente a prezzi invariati, sarà perfino più lenta anche nel biennio successivo e in Umbria la frenata sarà più marcata, come aveva evidenziato il rapporto Bankit: +1,5 per cento nel 2023, che è in linea con le previsioni di crescita media dell’Italia, e +1,3 per cento nel 2024, che sono invece inferiori a quelle nazionali, pari all’1,8 per cento. In particolare, le stime per l’Umbria restano le più basse anche nel Centro Italia, con la Toscana che secondo Svimez realizzerà +1,7 e +2 per cento; le Marche +1,8 per cento per entrambe le annualità; mentre per il Lazio si indica +1,7 e +2,1 per cento. Anche in questo caso pure l’economia dell’Abruzzo mostra più vitalità, con una previsione di 1,5 per cento per il 2023 e di 1,7 per cento per l’anno seguente.
