venerdì 13 dicembre - Aggiornato alle 10:37

Caritas: «Povere 50 mila famiglie umbre. Cresciute dal 12,6 al 14,3% in un anno»

Anticipazione dal rapporto che verrà presentato lunedì. L’appello: «Necessari più volontari, soprattutto giovani»

©Fabrizio Troccoli

«Nel 2018 in Umbria la quota di famiglie in povertà relativa è pari al 14,3%, in crescita rispetto al 12,6% dell’anno precedente. In termini assoluti il fenomeno interessa oltre 50 mila famiglie della nostra regione». Marcello Rinaldi, delegato regionale della Caritas e direttore di quella diocesana di Orvieto-Todi, anticipa il dato principale del primo Rapporto sulle povertà redatto dalle otto Caritas diocesane dell’Umbria, che verrà presentato alla stampa lunedì prossimo, in vista della III Giornata Mondiale dei Poveri indetta dal Papa, che la Chiesa celebra il 17 novembre.

Il Rapporto Si riferisce ai dati del 2018, sarà multimediale e non cartaceo, una story map che garantisce l’accesso alle informazioni sulle povertà in Umbria da numerosi dispositivi elettronici e che, soprattutto, si può implementare di anno in anno. Questo strumento, che fotografa esclusivamente l’azione della Caritas, va ad arricchire il prezioso Rapporto che l’Osservatorio sulle Povertà dell’Umbria redige dal 1995 grazie ad un protocollo tra Regione Umbria e Conferenza episcopale umbra, con il fine di qualificare le azioni delle istituzioni, delle associazioni e dei singoli individui. «Con questo Rapporto multimediale – afferma Rinaldi – vogliamo raccontare come si è evoluta la povertà, come si colloca l’Umbria nel quadro nazionale e quali sono i bisogni attuali. Ma soprattutto – prosegue – vogliamo raccontare l’impegno delle Caritas diocesane sul territorio per far fronte alle tante richieste e disagi». Alla Conferenza Stampa interverranno:. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Presidente della Conferenza Episcopale Umbra; Benedetto Tuzia, Vescovo di Orvieto-Todi, Delegato Ceu per il servizio della carità; Marcello Rinaldi, delegato regionale della Caritas, che modererà l’incontro; Velia Sartoretti, volontaria Caritas che ha raccolto ed elaborati i dati.

Pranzo alla Mensa “S. Lorenzo” Parteciperanno alla conferenza stampa di presentazione del Rapporto Caritas sulla povertà anche i direttori delle otto Caritas diocesane umbre, componenti della Delegazione regionale Caritas che terranno a Perugia, nel pomeriggio dell’11 novembre, la loro riunione mensile. L’incontro sarà preceduto dal pranzo comunitario, presso la Mensa “S. Lorenzo”, un’opera segno della Caritas perugina operativa dal 2008 dove quotidianamente (dal lunedì al sabato) trovano ristoro, non solo materiale ma soprattutto umano, 60 persone in maggioranza perugine e anziane del centro storico, accolte da un gruppo di volontari. Quest’opera, avviata in collaborazione con il Comune di Perugia, è situata nell’antico oratorio dei Santi Apostoli Simone e Giuda Taddeo, ubicato nel caratteristico quartiere del Carmine in pieno centro storico, la cui apertura contribuì anche a rivitalizzare questo quartiere della città.

Necessari più volontari La Caritas diocesana, come ha ricordato il suo direttore, il diacono Giancarlo Pecetti, durante la recente “Festa dei Volontari”, è da anni impegnata a promuovere incontri di formazione con testimonianze su figure di uomini e donne la cui santità trova fondamento nella carità. Basti pensare all’insegnamento del venerabile servo di Dio Vittorio Trancanelli, il noto medico chirurgo perugino che accolse prima in casa e poi in un’opera da lui voluta (“Alle Querce di Mamre”) minori in difficoltà e anche gravemente malati. «Anche se negli ultimi anni diversi giovani si sono avvicinati al volontariato – evidenzia il direttore Pecetti –, oggi c’è maggiore bisogno di volontari per un naturale ricambio generazionale nel prosieguo delle attività socio-caritative della Chiesa. Proprio ai giovani rivolgiamo l’invito a partecipare a questi incontri formativi dove possono trovare anche più motivazioni per il loro servizio donato al prossimo, in un’epoca sempre più individualista e indifferente alle situazioni di disagio dell’altro».

Formazione Sono due gli appuntamenti annuali formativi che la Caritas di Perugia-Città della Pieve offre a coloro che svolgono attività di volontariato nelle opere di carità diocesane e parrocchiali, programmati uno in autunno (9 novembre), l’altro in primavera (16 maggio). Sabato 9 (ore 9-13), presso il Centro Mater Gratiae di Montemorcino, si terrà un incontro rivolto anche a diaconi permanenti e aspiranti diaconi, dedicato alla figura del vescovo “santo” don Tonino Bello. Il teologo padre Giulio Michelin (Ofm), preside dell’Istituto Teologico di Assisi (ITA), aprirà l’incontro con una riflessione su “La Parola di Dio, fondamento del servizio ai poveri”, a cui seguirà una significativa testimonianza del dottor Domenico Cives, medico e amico del servo di Dio don Tonino Bello. Il dott. Cives è stato colui che ha seguito e accompagnato il vescovo pugliese nel calvario della malattia fino alla morte avvenuta il 20 aprile del 1993 all’età di 58 anni.

“Villaggio della Carità” Questi incontri di formazione, spiega il diacono Pecetti, «sono sulla Parola di Dio e sulla sua messa in pratica attraverso esperienze di vita cristiana, affinché il nostro cammino di vita trovi il suo senso ed il suo fine nella donazione di sé, soprattutto verso i più deboli». Gli incontri sono rivolti anche agli operatori e a quanti svolgono attività di volontariato nei servizi del “Villaggio della Carità – Sorella Provvidenza” di Perugia, operativo da cinque anni, dove è situato uno dei quattro Empori Caritas presenti sul territorio diocesano, che complessivamente forniscono generi alimentari di prima necessità, prodotti per l’igiene e materiale scolastico a 1.200 famiglie accolte da 160 volontari. Gli Empori, grazie a questi volontari, sono anche dei veri e propri centri di ascolto dove i fruitori trovano un clima familiare con momenti di incontro-dialogo e scambi di conoscenze. Il “Villaggio della Carità” è soprattutto luogo di accoglienza per 15 famiglie ospitate per periodi medio-lunghi nel corso dell’anno. Si tratta di persone rimaste senza lavoro e senza abitazione, con figli anche minori, in grave difficoltà, che per loro vengono messi a disposizione 50 posti letto. Questi ospiti sono seguiti da operatori e volontari motivati che li aiutano a ricostruirsi un futuro dignitoso.

Sostegno a chi cerca un lavoro La Caritas è costantemente impegnata nelle attività di contrasto alla povertà fin dall’origine, cercando di promuovere quelle buone pratiche nel mondo del lavoro che sostengono la dignità del lavoratore e lo sviluppo etico dell’impresa. Questo grazie all’istituzione dell’Osservatorio “Etica del Lavoro e Impresa”, nato lo scorso aprile a seguito del progetto “SoSteniamo in lavoro”, seguito anch’esso da alcuni volontari, che ha dato la possibilità a circa 30 giovani adulti, negli ultimi due anni, di trovare un’occupazione dignitosa dopo un periodo di stage retribuito (grazie ai Fondi 8xMille della Chiesa cattolica), presso alcune aziende del territorio aderenti a questo progetto di rilevanza sociale.

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