
di D.B.
Dopo cento chilometri a piedi per difendere i propri posti di lavoro i lavoratori del polo chimico di Terni sono arrivati giovedì mattina intorno alle 11.30 di fronte al ministero per lo Sviluppo economico dove si sta tenendo un sit-in in attesa che i lavoratori siano ricevuti dal ministro Paolo Romani. A Roma i lavoratori che hanno dato vita alla maratona, una trentina, sono stati raggiunti in mattinata da altri loro colleghi partiti da Terni, dove è in corso lo sciopero generale di tutto il polo chimico. Circa duecento, secondo quanto si è appreso, i presenti alla manifestazione.
Presenti istituzioni e sindacati Con loro, come annunciato mercoledì, anche la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e il sindaco ternano Leopoldo Di Girolamo, nonché i segretari nazionali dei sindacati di categoria. La maratona è stata organizzata da Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, Orsa-chimici e Ugl, che in questi giorni sono tornati a sottolineare come la crisi del settore metta a rischio un migliaio di posti di lavoro. La carovana mercoledì ha trascorso la notte a Castel Giubileo, alle porte di Roma, utilizzando alcuni camper al seguito. Stamattina poi, la ripartenza alla volta del ministero. Ad aprire il corteo lo striscione «Camminiamo tutti verso la soluzione».
L’appoggio di Marini e Rossi «Condividiamo e sosteniamo con forza la mobilitazione dei lavoratori – hanno spiegato ieri il presidente della Regione Catiuscia Marini e l’assessore allo Sviluppo economico Gianluca Rossi – e auspichiamo vivamente che il ministro Paolo Romani riceva una loro delegazione e fornisca chiarimenti sullo stato delle trattative tra i vertici della Basell e la cordata di aziende, guidata dalla Novamont, che hanno presentato un progetto di rilancio del sito attraverso la chimica verde». «I fatti dell’ultimo mese – proseguono presidente e assessore Rossi – purtroppo, smentiscono ancora una volta l’ottimismo con il quale lo stesso ministro Romani aveva risposto all’interrogazione parlamentare dell’onorevole Trappolino e altri, circa la possibilità di una chiusura positiva della trattativa con Basell».

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