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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 21:31

Polo chimico di Terni, ‘Sustainable valley’ sul tavolo del ministro Cingolani

A Roma l’assessore regionale Michele Fioroni e l’amministratore delegato di Novamont Catia Bastioli, lavoratori Treofan ancora in attesa

Il ministro Cingolani con Bastioli di Novamont e l'assessore Fioroni

Al via le presentazioni ai ministeri coinvolti: ‘Sustainable valley’, progetto promosso dall’assessorato allo Sviluppo economico della Regione Umbria per il rilancio del polo chimico di Terni e dell’intera economia in chiave sostenibile è sbarcato sul tavolo del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. All’incontro, oltre all’assessore Michele Fioroni, ha preso parte l’amministratore delegato di Novamont, Catia Bastioli.

Sustainable valley Fioroni si è dichiarato particolarmente soddisfatto dell’occasione di confronto: «Continuiamo a promuovere per l’Umbria – ha dichiarato l’assessore in una nota a margine del summit – un nuovo paradigma di sviluppo. Il progetto Sustainable valley è strategico per l’intero tessuto economico regionale. La necessità di affrontare le criticità dell’area di crisi di Terni richiede oggi una particolare attenzione politica, ma il percorso di specializzazione economica e rilancio del territorio, attraverso innovazione e sostenibilità, sarà uno schema replicato in tutta la Regione». Catia Bastioli, una delle massime personalità europee nel mondo dell’economia circolare e amministratore delegato di Novamont, azienda leader nel settore delle bioplastiche. La proposta aveva già avuto la sua vetrina al ministero dello Sviluppo economico e a Palazzo Spada. Ma più interessante sarà il vertice con l’advisor che il liquidatore di Treofan Italy dovrebbe nominare. I lavoratori, ai quali è stata promessa la reindustrializzazione del sito che produceva film di polipropilene per Jindal, sono in attesa di vederci chiaro fino in fondo su questo percorso individuato da Palazzo Donini per l’intero polo chimico. Intanto in attesa del primo rateo di cassa integrazione non sanno che fine abbia fatto la promessa conciliazione col riconoscimento di sette mensilità.

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