di Chiara Fabrizi
Dal 2023 al 2025 il Pil in Umbria crescerà meno della media italiana e pure meno della media del Centro Italia. A mettere nero su bianco le stime è Svimez, che il 18 luglio ha rilasciato un’anticipazione del rapporto 2023.
Pil in Umbria Ebbene stando alle previsioni del Pil elaborate dall’associazione per lo sviluppo industriale del mezzogiorno, l’Umbria chiuderà il 2023 con una crescita dello 0,7 per cento a fronte di una media italiana che si attesterà all’1,1 per cento, mentre nel Centro-Nord si toccherà l’1,2 per cento. Per l’anno in corso peggio dell’Umbria fanno soltanto Basilicata e Molise (0,6 per cento), mentre marciano a passo decisamente più sostenuto le confinanti Toscana (1,6), Lazio (1,4) e Marche (1,1).
Anticipazioni Svimez Appena migliori le stime segnate per il 2024. Secondo Svimez, infatti, l’Umbria dovrebbe far registrare una crescita del Pil dello 0,9 per cento, ma anche in questo caso la performance è al di sotto degli standard nazionali, col paese che dovrebbe far registrare un incremento dell’1,4 per cento, e del Centro-Nord, da cui ci si aspetta un +1,5 per cento. Pure per il prossimo anno i risultati dell’economia umbra sono tra i più deboli, con Basilicata e Molise (0,8 per cento) che risultano le uniche con una performance peggiore. Resta il gap con le regioni confinanti: in Toscana nel 2024 è prevista una crescita dell’1,9 per cento; nel Lazio dell’1,5 per cento; e nelle Marche dell’1,3 per cento.
Crescita debole nel triennio Infine, nel 2025 l’incremento del Pil in Umbria secondo Svimez si fermerà allo 0,8 per cento e anche per questa annualità il risultato è al di sotto dei livelli medi del Paese, che dovrebbe crescere dell’1,2 per cento, e del Centro-Nord, da cui Svimez si aspetta l’1,3 per cento. In questo caso, solo la Basilicata ha una stima (0,8) inferiore a quella dell’Umbria, che invece nel 2025 dovrebbe essere affiancata da un’analoga performance di Valle d’Aosta e Molise (0,8 per cento). Infine, per le tre regioni confinanti vengono confermate previsioni migliori dell’Umbria, con la Toscana e la Marche che dovrebbero crescere dell’1,2 per cento e il Lazio dell’1,3 per cento.
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