Cipolla, Maurizi e Pampanelli

di C.F.

Sono oltre 15 mila i lavoratori umbri interessati dal rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori metalmeccanici che si preannuncia piuttosto complesso e a cui Fiom-Cgil si presenterà con la piattaforma costruita nelle fabbriche del territorio, attraverso un’ottantina di assemblee. Al centro c’è l’introduzione della contrattazione annuale dei salari con la richiesta di un aumento lordo delle retribuzioni del 3% e un intervento sull’orario di lavoro anche con l’obiettivo di creare e ridistribuire l’occupazione,. Tra i punti anche la restituzione di un potere contrattuale vero alle Rsu e la detassazione degli aumenti salariali anziché degli straordinari.

Rinnovo del contratto A presentare la piattaforma sono stati martedì mattina i segretari generali delle Fiom di Terni e Perugia, Claudio Cipolla e Maurizio Maurizi, che hanno definito «innovative» sia le modalità con cui è stata costruita sia gli stessi contenuti. La partita si aprirà ufficialmente il 5 novembre, quando prenderà il via il confronto tra Federmeccanica e i sindacati che in Umbria saranno rappresentati da Cipolla e dal coordinatore Fiom della Rsu di Tk Ast, Stefano Garzuglia. Per arrivare all’accordo serve la firma delle organizzazioni sindcali rappresentative del 50% più uno dei lavoratori, che saranno poi chiamati a votare l’ipotesi attraverso un referendum. Gli operai umbri dovranno comunque esprimersi, entro la metà di novembre, anche sulla piattaforma. «È evidente – hanno sottolineato Cipolla e Maurizi – che se la nostra proposta incontrerà l’approvazione di un numero importante di lavoratori, allora la posizione della Fiom al tavolo sarà più forte».

Fiom: «2016 sarà anno difficile» L’occasione è stata anche buona per ribadire come la situazione del comparto in Umbria sia ancora estremamente delicata: «Accanto alle due vertenze principali, ossia Ast ed ex Merloni – ha spiegato Maurizi – ci sono crisi medio e grandi come la ex Pozzi di Spoleto o la Trafomec di Tavernelle su cui persistono forti incertezze, mentre pesanti criticità in relazione al pagamento dei salari coinvolgono alcune centinaia di metalmeccanici umbri che, in alcuni casi, hanno anche quattro o cinque mensilità di stipendi arretrati». In questo senso il sindacalista Simone Pampanelli ha affermato: «Il 2016 sarà un anno difficile a causa della riforma degli ammortizzatori sociali che alle aziende costano di più e durano di meno, tanto che in alcuni casi agli imprenditori può pure convenire licenziare». Anche per questo il prossimo 21 novembre i metalmeccanici della Cgil manifesteranno a Roma con una giornata di mobilitazione per contrastare i provvedimenti del governo Renzi, dal jobs act alla legge di stabilità, passando per le pensioni, oltre naturalmente che per il rinnovo del contratto.

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