martedì 7 aprile - Aggiornato alle 19:39

Perugina, riparte dialogo tra Nestlè e sindacati. Governo: «Avete sei mesi per l’accordo»

Il viceministro invita a ridiscutere il piano industriale e riconvoca tutti il 9/11. Azienda: «Ok a evitare licenziamenti». Sindacati: «Passi avanti» LA DIRETTA

di Ivano Porfiri

Riparte la trattativa sul futuro della Perugina. O, quantomeno, si torna a dialogare. È questa la notizia principale scaturita dalla riunione al ministero dello Sviluppo economico, che si è svolta mercoledì mattina a Roma alla presenza del viceministro Teresa Bellanova. La supervisione sarà in capo al governo con un tavolo di monitoraggio, che si riunirà ogni due mesi (prossimo incontro il 9 novembre) al fine di giungere a una soluzione condivisa tra Nestlè, sindacati e istituzioni locali per ridiscutere il piano industriale e rilanciare quello degli investimenti siglato nella primavera 2016. Nell’attuazione di questo intento si giocherà la partita dei 364 esuberi (340 operai e 24 impiegati). Sempre che l’assemblea dei lavoratori, che mercoledì hanno manifestato davanti ai cancelli, giovedì dia il via libera alla luce di quanto verrà riportato da Rsu e sindacati di categoria nazionali e locali.

LA DIRETTA DELLA GIORNATA

Governo: no ai licenziamenti «Abbiamo ribadito innanzitutto che il governo e le istituzioni sono fermamente contrari a qualunque licenziamento – ha commentato alla fine Bellanova -. Siamo fermamente convinti che con un lavoro condiviso si possa individuare la soluzione migliore, le risorse ci sono, il governo le garantisce a fronte, però, di un percorso chiaro e condiviso». «Con l’incontro di questa mattina – ha proseguito – viene istituito un tavolo di monitoraggio della durata di sei mesi attraverso il quale verificheremo l’attuazione degli impegni sottoscritti tra azienda e sindacato ad aprile 2016. Quell’accordo contiene un percorso e relativi compiti per ciascuna delle parti, nonché un congruo piano investimenti, che ancora non è stato del tutto esperito nei fatti. Ho invitato le parti a incontrarsi fin da subito in sede territoriale per avviare tutti gli approfondimenti tecnici relativi ai siti produttivi interessati, e a riprendere la strada del rilancio, chiudendo il capitolo del rimpallo delle responsabilità. Riuniremo il tavolo di monitoraggio bimestralmente per verificare lo stato di avanzamento e arrivare ad una conclusione positiva».

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Sindacati: «Passi avanti» Gli esponenti sindacali, pur se con sfumature diverse, riferiscono di passi avanti rispetto allo stallo totale registrato a luglio, ma anche nell’ultimo incontro con Nestlè in Confindustria. Mauro Macchiesi della Flai Cgil parla di «incontro interlocutorio. Tuttavia – aggiunge – grazie alla grande mobilitazione dei lavoratori, di politica, istituzioni e società civile locale, per la prima volta l’atteggiamento monolitico dell’azienda ha vacillato. Per la prima volta non sono stati rimessi sul tavolo i numeri degli esuberi». Nel merito, secondo Macchiesi «siamo ancora lontani da una soluzione, ma abbiamo apprezzato la disponibilità di ministero e Regione a mettere risorse sul Piano industriale per implementare sviluppo e ricerca. Chiederemo un tavolo di confronto presso Confindustria Umbria e seguitiamo a mantenere alta l’attenzione su tutto il Gruppo Nestle’. Ci auguriamo da queste ore – conclude Macchiesi – di poter ragionare su altro che non siano gli esuberi e speriamo che l’azienda colga l’invito del viceministro Bellanova a non procedere con azioni unilaterali». Di «primo passo in avanti» ragiona pure Pietro Pellegrini, segretario nazionale Uila-Uil, secondo cui «per la prima volta i toni si sono abbassati e l’azienda non ha utilizzato in maniera forte la questione esuberi». Massimiliano Albanese della Fai Cisl del tavolo ha apprezzato «il fatto che il ministero abbia seguito la vicenda e che ci abbia fatto una proposta di metodo che condividiamo e domani presenteremo ai lavoratori». A suo dire è «necessario trovare soluzioni interne ed esterne sul territorio per salvaguardare i posti di lavoro e parlare non di esuberi ma di incentivi all’occupazione».

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NULLA DI FATTO IN CONFINDUSTRIA

Nestlè: «Impegno per evitare licenziamenti» E Nestlè? L’atteggiamento dell’azienda è lievemente più morbido che nelle scorse settimane. Sottolineando di aver «confermato in toto gli obiettivi del piano industriale» e di star adempiendo a «tutti gli impegni sottoscritti nel pieno rispetto dei tempi previsti», respinge dunque al mittente «le accuse di inadempienza o di ripensamenti». Sugli esuberi che si determineranno con la fine della cassa integrazione (giugno 2018), «per scongiurare il rischio licenziamenti cogliamo favorevolmente – afferma Nestlè – l’invito del viceministro Bellanova a impostare il dialogo ripartendo dagli impegni sottoscritti presso il ministero del Lavoro l’11 gennaio 2017: confronto su eventuali modifiche dell’organizzazione del lavoro nonché percorsi di formazione e riconversione professionali per favorire la continuità occupazionale o la ricollocazione dei lavoratori coinvolti».

Futuro sostenibile «Siamo convinti che il piano presentato nel 2016 per il rilancio del sito perugino e per il suo sviluppo sostenibile, rappresenti la miglior scelta per prenderci cura del business e delle nostre persone», ha dichiarato Massimo Ferro, Corporate Strategy Director di Nestlè. «Il gruppo – prosegue – due anni fa ha definito gli investimenti e il tempo per fare di Perugina un hub internazionale per la produzione di cioccolato premium. Già ora il 40% dei volumi di San Sisto dipendono dalle commesse delle altre consociate europee. Con l’aiuto di tutti, vogliamo perseguire l’obbiettivo di dare un futuro sostenibile allo stabilimento di Perugia».

Regione e Comune: «Riaprire dialogo» «Un lavoro comune nei prossimi mesi di istituzioni, azienda e sindacati per consentire la riapertura del dialogo fra le parti, per scongiurare gli esuberi, dare una prospettiva industriale allo stabilimento della Nestlè-Perugina di San Sisto». In un comunicato congiunto del viceministro Bellanova, della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, dell’assessore Antonio Bartolini e del sindaco di Perugia Andrea Romizi, si evidenzia la «proposta di una ‘road map’ per arrivare entro sei mesi alla prospettiva condivisa di attuazione del piano industriale che le istituzioni auspicano possa concludersi senza alcun licenziamento». Ministero e Regione Umbria hanno riconfermato «l’interesse ad attuare tutti gli strumenti di politica industriale che possano andare nella direzione auspicata».

Strumenti per il rilancio Da parte loro, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e l’assessore regionale, Antonio Bartolini, hanno infatti ribadito «l’impegno della Regione Umbria a mettere in campo risorse che, a sostegno di investimenti in innovazione e ricerca, possono concorrere a supportare il piano di sviluppo del sito produttivo di San Sisto». Marini e Bartolini, nell’esprimere preoccupazione per l’attuale andamento della vertenza, hanno inoltre auspicato che, in particolare la multinazionale possa cogliere le opportunità finanziarie offerte dalle istituzioni al fine del rilancio produttivo della Perugina e del mantenimento dei livelli occupazionali. Il sindaco Romizi ha infine sottolineato l’importanza della ripresa del dialogo e del confronto fra sindacati ed azienda per una positiva conclusione della vertenza.

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