Ammettono che 60 milioni di investimento non si spendono se non si ha la volontà di continuare a vincere ma, sulla ricetta, hanno dubbi che, alla fine, il ‘dolcetto’ possa risultare indigesto per i lavoratori. E’ quanto, in estrema sintesi, raccontano i comunicati stampa del segretario regionale del Pd Gicaomo Leonelli e, comunale, Francesco Giacopetti. Il primo chiede un chiarimento alla giunta, il secondo promette che insieme ai lavoratori verrà tenuta alta l’attenzione, sul caso Perugina, che significa Perugia e Umbria.
IL PIANO INDUSTRIALE
TUTTO IL CASO PERUGINA
Leonelli «La Giunta regionale – scrive Leonelli – faccia chiarezza sulle proiezioni occupazionali, relative allo stabilimento di San Sisto (Perugia), previste dal piano industriale della Nestlé in seguito all’investimento di 60 milioni di euro nei prossimi tre anni. Spieghi quali sono le scelte della multinazionale rispetto ai marchi Rossana e Ore Liete, relativamente a politiche e modalità di vendita. Inoltre si espliciti se, in costanza della vendita/cessione dei marchi, sia previsto il blocco e lo smantellamento della produzione». Quindi propone di verificare se, «ai fini della tutela occupazionale e sviluppo complessivo di Perugina, possano esserci proposte alternative per restituire all’azienda il corretto posizionamento sul mercato del cioccolato e non solo, facendo magari leva sul forte valore identitario che caratterizza ormai Perugia come capitale del cioccolato italiano, come evidenziato anche dalla Nestlè nel piano industriale».
VIDEO: I CAPI NESTLE’ A PERUGIA
FOTO: INCONTRO STORICO SU PIANO INDUSTRIALE
Preoccupazione Il consigliere regionale ricorda che «presentando il proprio piano industriale a Regione e Comune di Perugia, Nestlé ha ipotizzato un investimento di 60 milioni in tre anni, destinati a innovazione tecnologica di macchinari e strutture, politiche di marketing di marchi e prodotti legati al cioccolato. L’investimento in innovazione tecnologica di strutture e macchinari – è scritto nella nota – potrebbe determinare una riduzione della forza lavoro necessaria probabilmente soltanto in minima parte bilanciata dagli investimenti di marketing previsti nel prossimo triennio. Investimenti in marketing per i quali non è stato precisato che siano da considerarsi aggiuntivi o meno rispetto agli investimenti passati. Leonelli rimarca inoltre che «ad agosto 2016 andranno a scadenza i contratti di solidarietà per circa 220 lavoratori e che a fine del picco di stagionalità (dicembre 2016), ci sarà un consistente rischio di esuberi con conseguente richiesta da parte di Nestlè Perugina di cassa integrazione. Gli esuberi di cui sopra potrebbero aggiungersi ai 70/80 lavoratori impiegati nei reparti ‘caramelle’ e ‘biscotti’ laddove venisse confermata la volontà da parte di Nestlè di cedere questi due asset. Non è chiaro – conclude – se, in attesa dell’eventuale cessione degli stessi marchi, siano ormai prossime la dismissione della produzione e lo smantellamento dei macchinari relativi, con la conseguente preoccupazione che, ove questo accadesse, sarebbe difficilissimo il rilancio di Rossana e Ore Liete».
Giacopetti e Marchesi “Zero esuberi e 60 milioni di investimenti, con un progetto di ammodernamento del sito e la riduzione della stagionalità, sono di certo un buon punto di partenza per il futuro di Perugina, ma gli aspetti positivi del piano industriale presentato da Nestlè non compensano fino in fondo le ombre sulla produzione dolciaria e sulla reale capacità di mantenere in futuro i livelli occupazionali. Il Bacio, da solo, non basta a garantire una prospettiva di grande realtà produttiva e sociale dello stabilimento Perugina». Questo invece il pensiero del segretario del Pd di Perugia Francesco Maria Giacopetti e della segretaria del circolo Pd “Perugina-Nestlè” Simona Marchesi, che annunciano: «Proprio per questo siamo convinti che sia necessario continuare a mantenere alta l’attenzione, sostenendo i lavoratori, che negli anni hanno volontariamente accettato sacrifici importanti per garantire un futuro all’azienda, e l’azione dei sindacati, impegnati in un confronto serrato è sempre costruttivo con Nestlè. Abbiamo promosso, lunedì 14 marzo alle 18.00, al circolo Pd di Santa Sabina, un incontro tra gli iscritti del circolo aziendale del PD Perugina-Nestlè, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti istituzionali del Pd a tutti i livelli, per capire quali azioni mettere in campo per continuare a tenere accesi i riflettori su una realtà aziendale vitale per la città. Il futuro della Perugina è il futuro di Perugia – sottolinea Giacopetti – e il futuro di Perugia è strettamente connesso con il futuro della Regione, di cui è determinante per gli aspetti economici oltre che politici, date le funzioni strategiche».
