martedì 7 aprile - Aggiornato alle 18:47

Perugina, Nestlè all’attacco dei sindacati: «Rinviano incontro per protestare. Già 45 aderito a esodo incentivato»

Vertice slitta al 13. Azienda: «Per ricollocare diamo 60 mila euro al lavoratore e 30 mila a chi lo assume». Cgil: «Tentativo goffo»

Protesta davanti alla Perugina

di Iv. Por.

Sono già 45 i lavoratori della Perugina che hanno accettato di andarsene incassando gli incentivi che la Nestlè propone per liberarsi dal peso degli esuberi. Intanto, nonostante i tentativi di riportare concordia del ministero dello Sviluppo economico, prosegue il braccio di ferro coi sindacati, che sabato protesteranno in piazza e intanto hanno chiesto lo slittamento del primo incontro in Confindustria.

RSU REGALA BACI A MATTARELLA

Nestlè: «Preferiscono protesta» «Il 27 settembre il viceministro Bellanova aveva richiesto alle parti una ripresa immediata del dialogo, senza tensioni e senza gesti unilaterali – denuncia la multinazionale -. Nestlé ha quindi convocato immediatamente il tavolo di confronto per il 3 ottobre per ripartire dagli accordi e dagli impegni sottoscritti per lo sviluppo di Perugina. Le organizzazioni sindacali hanno preferito rinviare il confronto, ritenendo prioritario protrarre le agitazioni, creando problemi di continuità produttiva che mettono a rischio la piena disponibilità dei prodotti Perugina nel maggior momento di consumo del cioccolato e a repentaglio il ruolo stesso dello stabilimento come centro produttivo europeo del Gruppo: già oggi il 40% delle produzioni derivano da commesse delle consociate Nestlé in Europa». I problemi a cui fa riferimento Nestlè derivano dallo stop agli straordinari conseguente al prolungamento dello stato di agitazione da parte della Rsu.

INCONTRO AL MISE: RIPRENDE DIALOGO

“Piano sociale” Nestlé tornerà al tavolo il 13 ottobre «pronta a confrontarsi su tutte le tematiche relative al processo di riorganizzazione in corso ed auspica che questo, per il bene della Perugina, possa avvenire in una situazione di normalità che garantisca la continuità produttiva». Intanto, però, la multinazionale prosegue nell’applicare il suo «piano sociale» ovvero lo snellimento del numero dei lavoratori (i famosi 364 esuberi) necessario per l’azienda a «garantire la sostenibilità dello stabilimento di San Sisto».

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In cosa consiste? Lo spiega la stessa Nestlè. Anziché la cassa integrazione, che comunque terminerà nel giugno 2018, si propone la ricollocazione di tutte le persone interessate, con soluzioni individuate all’interno o all’esterno del Gruppo. «Un piano – sottolinea l’azienda – in grado di incontrare in pieno le esortazioni del cardinale Bassetti, giustamente preoccupato di difendere il lavoro, e con esso la dignità di lavoratori e famiglie». Un tirare in ballo del presule che sa di provocazione dopo l’appello dei sindacati allo stesso Bassetti, che ha già risposto.

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NULLA DI FATTO IN CONFINDUSTRIA

Incentivi: 45 accettano Il «piano sociale» di cui sopra mette a disposizione: «risorse economiche e professionali per la riqualificazione e la riconversione professionale, per sostenere il lavoratore nel ricollocamento in una nuova occupazione» e «incentivi economici significativi per l’esodo volontario e per incentivare le aziende ad assumere: 60 mila euro per il lavoratore e “dote assunzione” fino 30 mila euro per l’azienda che assume a tempo indeterminato». «Nonostante le perplessità e le resistenze sindacali – prosegue la nota di Nestlè – il piano ha già permesso la ricollocazione di 45 persone in pochi mesi. Ci auguriamo che queste perplessità possano essere quanto prima chiarite e superate perché la situazione di stallo che ne consegue rischia di far perdere le concrete occasioni di ricollocazione attualmente disponibili sul territorio presso aziende che hanno espresso interesse ad assumere lavoratori con determinati profili professionali».

Programma prosegue «Lo stabilimento di San Sisto – conclude la multinazionale – deve proseguire nel programma concordato con l’obiettivo di essere sempre più performante in termini di sicurezza, qualità e competitività, per confermarsi hub internazionale di Nestlé e continuare ad essere una realtà di riferimento nel panorama nazionale per numero e qualità dell’occupazione, grazie agli investimenti tecnologici e al piano per portare il Bacio a diventare un’icona del Made in Italy nel mondo».

Cgil: «Nestlé parla solo di licenziamenti» «Nestlé non sta con la Perugina. Nestlé possiede la Perugina e, come sempre, fa i suoi interessi di multinazionale, che purtroppo in questo momento divergono da quelli della fabbrica e dell’intero territorio». È la risposta a stretto giro della Cgil. «L’accusa di aver disertato l’incontro di oggi, 3 ottobre – spiega il sindacato – la respingiamo al mittente. I manager dell’azienda sapevano benissimo che la data fissata originariamente era quella del 13 ottobre e che l’ipotesi di anticipare ad oggi l’incontro non era percorribile, anche per la grave situazione che la stessa Nestlé ha creato nello stabilimento Froneri di Parma, oggi in sciopero, con altri 160 esuberi e la volontà di chiudere la fabbrica che produce i gelati Motta, Alemagna e Antica Gelateria del Corso. Si tratta dunque di un tentativo piuttosto goffo (assurdo provare a piegare le parole del cardinale Bassetti ai loro interessi) di spostare l’attenzione dal vero problema: i licenziamenti, che i manager anche nella nota odierna confermano, continuando a parlare esclusivamente di “ricollocamenti” ed “esodi volontari”. Noi invece vogliamo parlare di investimenti, di sviluppo, di crescita, di prodotti, di futuro per Perugina e per le centinaia di famiglie che oggi vivono grazie a questa fondamentale realtà produttiva del nostro territorio. Ma forse l’azienda è anche nervosa perché vede crescere la solidarietà di un’intera regione che sabato 7 ottobre si stringerà attorno ai lavoratori di San Sisto nella manifestazione in programma a Perugia. Ebbene, noi saremo in piazza con loro per riportare il lavoro e non gli esuberi al centro della discussione».

Una replica a “Perugina, Nestlè all’attacco dei sindacati: «Rinviano incontro per protestare. Già 45 aderito a esodo incentivato»”

  1. Catiuscia Rubeca ha detto:

    A rilasciare certe dichiarazioni ci si dovrebbe vergognare, alla faccia della grande famiglia Nestlè!! Nessuno di noi lavoratori sta cercando di boicottare il lavoro! Perchè non si dice nell’articolo che metà del reparto nel quale lavoro è a casa? La maggior parte dei lavoratori lavora due giorni in una settimana, chiamate all’ultimo minuto che comunque tutti accettano. Ci chiedono di lavorare il sabato e ci lasciano a casa in flessibilità o cig il venerdì pomeriggio! Anche noi abbiamo una famiglia ed organizzare lavoro e figli non è semplice, ma nonostante ciò siamo al lavoro quando l’azienda chiama! L’incontro del tre ottobre è stato spostato perchè prematuro! Riguardo all’incentivo , si parla di 60mila euro lordi per full-time e 45 lordi per part-time e mai si è sentito parlare di incentivi per le aziende nelle quali avrebbero ricollocato le uscite volontarie. Posso capire che tanti lavoratori che hanno subito in questi ultimi anni un licenziamento, nel sentir parlare di un incentivo per un uscita volontaria, possano aver pensato”ma questi cosa vogliono di più?” Noi vogliamo lavoro, per noi , la nostra regione, i nostri figli!!Quale futuro possiamo dare al nostro paese se accettiamo di lasciare il lavoro come pecore vendute al macello? Non è questo il rispetto per chi lavora!Per questo sabato saremo in piazza a Perugia a manifestare! Per il lavoro che è un diritto di tutti, basta essere schiavi delle multinazionali che con la loro rincorsa al denaro cancellano senza rimorsi l’identità e le tradizioni della nostra terra! Perchè la Perugina questo è per Perugia, la Perugina è Perugia, è storia, tradizione ed orgoglio ITALIANO!!! Quanti di voi hanno strappato un bacio alla propria donna regalandole i nostri di baci? Le ore liete non hanno forse lasciato nelle case di tanti italiani quella scatola di latta dove la nonna adorava riporre bottoni e rocchette di filo per cucire? E le rossane che il prete nel periodo di Pasqua regalava ai bambini quando passava per la benedizione? Siamo perugini, comportiamoci da tali!!! Sabato tutti in piazza a dire giù le mani dalle nastra storia!!

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