venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 10:55

Perugina, azienda illustra la sua proposta, sindacati chiedono tempo. Bellanova: «Tre settimane per chiudere»

Aggiornamento al 15 febbraio. Nestlè ribadisce piano: «Ottimisti». Cgil: «Clima non positivo». Marini: «Parlare anche di progetti, non solo di esuberi»

Il vertice al Mise con Bellanova, Marini, Paparelli e Romizi
Notizie Principali
16:40 - Inizia il vertice
18:03 - Viceministro Bellanova propone un nuovo vertice il 15 febbraio per chiudere una intesa
18:20 - Il vertice termina: ancora tre settimane per l'accordo
Notizie Live
Ore 20:20

Michele Greco della Flai Cgil legge la giornata come un «nulla di fatto». «L’azienda oggi ha illustrato la sua proposta che, comunque, è fuori dall’accordo del 2016. Noi abbiamo evidenziato come attualmente, per colpa dell’azienda che ha cercato di dividere i lavoratori, si sia creato un clima non positivo e in queste condizioni di lacerazione è impossibile sottoscrivere anche il migliore degli accordi». Greco sottolinea che «anche la presidente Marini e la viceministro Bellanova hanno fatto un forte richiamo a Nestlè perché si recuperi un clima positivo». Intanto il 23 sono convocate le assemblee di fabbrica. «Lì – chiarisce Greco – riferiremo e sentiremo i lavoratori. Se ci daranno mandato continueremo a confrontarci con Nestlè per arrivare al 15 febbraio a un accordo. Ma basta forzature». Altro passaggio importante quello sulla richiesta di un altro anno di cigs. «L’azienda prende tempo perché sa che è lei a doverla richiedere e la usa come strumento di ricatto ma è stata richiamata a non fare ulteriori forzature e non giocare sulla pelle dei lavoratori, anche perché il plafond è di 100 milioni e quando finiranno non ci sarà più questa chance». Infine, Greco nota come «l’azienda continua a parlare di rilancio e di investimenti per 60 milioni. Ma in due anni non si è recuperato un solo posto di lavoro in più. Che razza di piano si sta portando avanti?».

Ore 19:45

«Basta fughe in avanti, la Fai Cisl è pronta a trattare su soluzioni occupazionali vere e concrete sullo stabilimento Perugina di San Sisto». Lo dichiara Massimiliano Albanese della Fai Cisl. «Chiediamo – aggiunge – di procedere lungo un percorso che esalti responsabilità sociale e soluzioni condivise con il sindacato. Nel mezzo si trova il futuro di oltre 300 famiglie e la possibilità di garantire un futuro competitivo all’impianto. Servono soluzioni adeguate per tutte le persone coinvolte nella ristrutturazione del sito: per questo la Fai Cisl chiede anche di utilizzare tutte le novità introdotte nell’ultima legge di Stabilità, a partire dall’attivazione di un ulteriore anno di cassa integrazione e dalla possibilità di attivare lo strumento di isopensione fino a sette anni. Misure coerenti anche con quanto discusso nell’incontro della delegazione sindacale unitaria regionale lo scorso 16 gennaio».

Ore 19:25

«Non possiamo che considerare deludente l’esito dell’incontro avvenuto oggi al Mise sulla vertenza Perugina. Prorogare ulteriormente questa situazione di stallo non può che incidere negativamente sull’azienda: chiediamo, quindi, maggiori sforzi alla Nestlè e ai sindacati perché si arrivi quanto prima ad un accordo condiviso sul futuro dello stabilimento di San Sisto. Non possiamo, infatti, permetterci di danneggiare un patrimonio così importante per la città e per tutta l’Umbria». A chiederlo è Adriana Galgano, deputata di Civici e Innovatori-Energie per l’Italia che evidenzia come «in questa vertenza non ci si può concentrare esclusivamente sugli esuberi ma bisogna chiarire quali siano le intenzioni della multinazionale rispetto alla Perugina».

Ore 19:10

«L’auspicio che ci ha portati a decidere questo breve rinvio – dichiarano la presidente Marini e il vicepresidente Paparelli in una nota – è quello di poter giungere ad un avvicinamento delle posizioni e dunque arrivare ad un esito il più possibile soddisfacente per tutti. Come Regione abbiamo chiesto che vengano valutate con molta attenzione tutte le opzioni per lo sviluppo del sito produttivo di Perugia e la conseguente ricaduta sul territorio, in termini di qualità della produzione industriale, progetti e tenuta occupazionale. Abbiamo confermato, insieme al Governo, la disponibilità massima delle Istituzioni, già ribadita nei precedenti incontri, a valutare ogni possibile supporto pubblico con l’utilizzo di ogni strumento a disposizione. Massima attenzione – concludono – abbiamo chiesto all’Azienda ovviamente anche per quello che riguarda la gestione di questa fase, molto delicata, del confronto rispetto alle ricadute occupazionali della vertenza».

Ore 18:50

In una nota Nestlé Italia parla di «importanti passi in avanti verso una soluzione positiva». Ribadendo la volontà di applicare il piano da 60 milioni di investimenti del 2016 «con la presa in carico di tutte le persone interessate dal cambiamento del modello di lavoro, perseguendo soluzioni che non lascino alcun lavoratore privo di opportunità», l’azienda ha ribadito la sua proposta già avanzata ai sindacati a livello locale ovvero part-time per 150 lavoratori; 80 ricollocazioni esterne in aziende del territorio in aggiunta alle 54 uscite già concordate, tre ricollocazioni in altre sedi del Gruppo. «Tali soluzioni, tutte incentivate, su base volontaria e immediatamente realizzabili – prosegue Nestlè – riguardano già più di tre quarti dei lavoratori in esubero e testimoniano come la ricollocazione professionale sia entrata in una fase concreta. L’azienda si è inoltre dichiarata disponibile a valutare percorsi di accompagnamento alla pensione». Raccogliendo quindi le sollecitazioni del viceministro Bellanova, Nestlé si muoverà per «concretizzare le soluzioni individuate finora con l’obiettivo di avere risultati consolidati da presentare per la prossima riunione del tavolo». In questo contesto, Nestlé Italia ha ribadito la centralità di Perugina e confermato che l’attuazione del piano di rilancio procede secondo i tempi e i modi annunciati. «Il Gruppo Nestlé nel 2016 ha definito gli investimenti e il tempo per fare di Perugina un hub internazionale per la produzione di cioccolato premium – ha dichiarato Massimo Ferro, direttore Corporate Strategy -. L’innovativo piano per il rilancio del sito perugino rappresenta tuttora la miglior scelta per rendere sostenibile il business e prenderci allo stesso tempo cura di tutti i lavoratori impattati dalla trasformazione. Oggi abbiamo dimostrato, numeri alla mano, che con un piano responsabile e i giusti tempi è possibile arrivare ad una soluzione positiva in grado di unire la necessità di una riorganizzazione di un business e la tutela dei lavoratori coinvolti».

 

Ore 18:20

Termina l’incontro al Mise. Tre settimane ancora, dunque, per arrivare a un accordo

Ore 18:03

Il viceministro Bellanova dà alle parti tre settimane di tempo per arrivare a una proposta condivisa, un ultimo affondo per chiudere. Aggiornamento proposto dunque per il 15 febbraio. Nel suo intervento sottolinea di condividere la posizione della presidente Marini. «I tempi sono stretti – ha aggiunto – ma se qualche settimana può aiutare a raggiungere una intesa ben venga»

Ore 17:57

Prende la parola il viceministro Teresa Bellanova, che prova a tirare le conclusioni

Ore 17:31

Parola alla presidente Marini, secondo la quale «non ci possiamo limitare alla gestione degli esuberi. Vogliamo capire il perimetro su cui attivare temi di sviluppo interni ed esterni all’azienda». La presidente ha richiamato anche l’attenzione sull’importanza della gestione del rapporto con i lavoratori in questa fase.

Ore 17:20

Parola ancora alla Nestlè che, sostanzialmente, conferma il piano industriale. «La scommessa sui Baci come global brand va avanti con la pralina prodotta solo in Italia». Sugli esuberi i manager hanno ribadito di essere stati sempre chiari. «Ci impegniamo – hanno aggiunto – su progetti territoriali». Mentre sulla Cigs per un altro anno «la discussione è ancora prematura» in quanto devono ancora essere approfonditi i contenuti delle norme.

Ore 17:10

Per la Uil non siamo all’epilogo della vertenza ma si deve continuare a lavorare sulla proposta. Mentre la Cisl si è detta disponibile a trattare purché ci sia con una «visione di lungo periodo»

Ore 16:55

Parola ai sindacati La Cgil: «Abbiamo avviato il confronto e chiediamo tempo per rappresentare la proposta ed avviare la discussione interna. La proposta deve essere accompagnata da un altro anno di cassa integrazione straordinaria»

Ore 16:40

La riunione è appena iniziata. L’azienda illustra la proposta già presentata due giorni fa ai sindacati

Ore 16:15

Per le istituzioni locali presente la presidente della Regione Catiuscia Marini, che affianca il suo vice Fabio Paparelli e il sindaco di Perugia, Andrea Romizi

Ore 15:50

Manca poco al via al vertice al Mise presieduto dal viceministro Teresa Bellanova. La delegazione Nestlè è composta da Gialuigi Toia, direttore delle relazioni industriali di Nestlè italiana, Stefano Di Giulio, direttore risorse umane di San Sisto, Massimo Ferro, direttore strategie e Manuela Kron della divisione Corporate Affair

di Ivano Porfiri

Per Perugina è il giorno della sintesi. Forse non ancora dell’accordo tra Nestlè e sindacati, ma in un modo o nell’altro si vuole uscire dall’incontro programmato alle 16 al ministero dello Sviluppo economico, che Umbria24 seguirà in diretta, con un qualcosa – magari ancora da limare – che possa essere sottoposto al giudizio dei lavoratori nelle assemblee che si terranno nei prossimi giorni. «L’azienda ci ha presentato la sua proposta, che non ci convince appieno, noi presenteremo la nostra con zero esuberi. al Mise si tratterà di fare una sintesi», hanno dichiarato i rappresentanti sindacali all’uscita dall’incontro in Confindustria che ha, di fatto, chiuso, il tavolo territoriale. Anche perché di tempo ormai non ce n’è quasi più.

LA PROPOSTA NESTLE’: 200 PART-TIME
VIDEO: SINDACATI, ECCO LA PROPOSTA NESTLE’

Governo ‘scaduto’ Non tanto perché gli ammortizzatori sociali scadono a giugno, piuttosto per le elezioni politiche dietro l’angolo. La viceministro Teresa Bellanova, che segue la vertenza da quasi un anno, come tutto il governo è ancora al suo posto per gli “affari correnti”, ma dopo il 29 gennaio – giorno del deposito delle liste elettorali – sarà anche lei in piena campagna elettorale. E far slittare tutto al prossimo esecutivo, ammesso che si riesca a formarne uno visto il quadro politico, potrebbe voler dire un harakiri collettivo.

VIDEO: TOIA, POLO LOGISTICO NON HA SENSO
VIDEO: TURCHERIA, LOGISTICA PUO’ CREARE LAVORO

Qualcosa è cambiato Del resto, rispetto all’ultimo incontro, che non fu per niente positivo, diverse cose sono cambiate in meglio. Non la posizione dell’azienda sul futuro della Perugina: risposte non sono arrivate né dal management italiano, né tantomeno da quello europeo al Cae di Losanna. Anzi, la notizia della vendita delle barrette di cioccolato americane Nestlè alla Ferrero hanno fatto pensare a una dismissione del dolciario su scala globale, notizia prontamente smentita dalla multinazionale. La posizione su Perugina resta la medesima: crediamo nella fabbrica del Bacio, ma a regime deve avere 616 lavoratori e non i 900 e passa attuali. Due novità importanti per lo sblocco della trattativa sono, invece arrivate con la legge finanziaria.

STOP STATO DI AGITAZIONE
VIDEO – GRECO (CGIL): «RIPRESO IL DIALOGO» 

Cig e isopensioni La chiave di volta per stringere una bozza di intesa stanno nella possibilità di prolungare di un anno la cassa integrazione straordinaria a favore delle imprese con organico superiore a 100 unità lavorative e con rilevanza economica strategica a livello territoriale e con esuberi significativi nel contesto locale. Per ottenere la proroga è necessario che le imprese interessate presentino piani di gestione per la salvaguardia occupazionale che prevedano specifiche azioni di politica attiva per il lavoro concordate con la Regione. Sembra un provvedimento ritagliato su misura per Perugina e la Regione – presente al Mise col vicepresidente Paparelli ma anche con la presidente Marini che farà di tutto per esserci – appoggerà il prolungamento, che darà 12 mesi di respiro in più. L’altro provvedimento inserito in Finanziaria è il prolungamento a 7 anni per l’accesso alle cosiddette “isopensioni” ovvero l’allungamento dello scivolo per arrivare alla pensione. In Perugina circa 30 lavoratori hanno le caratteristiche per rientrarci.

Part-time e ricollocamenti Altra novità, stavolta da parte dell’azienda, è la proposta di circa 200 contratti part-time (150 a metà ore e 50 al 75 per cento) che potrebbero essere “incentivati” con il sostegno di ammortizzatori sociali. Su questo i sindacati non chiudono, anzi rivendicano che quella per la rimodulazione dell’orario di lavoro è una loro battaglia. Certo, preferirebbero part-time spalmati in tutto l’anno (vorrebbe dire che ci sono volumi aggiuntivi a quelli attuali con export su nuovi mercati) e non concentrati nei mesi di curva alta, come propone Nestlè. Ciò che, invece, proprio non li convince sono gli 80 ricollocamenti incentivati in aziende fuori da Nestlè: il timore è che piccole imprese assumano per intascare gli incentivi e, pur con contratti a tempo indeterminato, con la spada di Damocle del Jobs Act a creare nuova disoccupazione tra un paio d’anni. Poi, comunque, starà ai lavoratori decidere, dato che si accederebbe comunque solo su base volontaria. Una sessantina hanno già intascato gli incentivi e se ne sono andati. Gli altri, se veramente si raggiungerà un accordo, avranno in mano il proprio futuro.

2 risposte a “Perugina, azienda illustra la sua proposta, sindacati chiedono tempo. Bellanova: «Tre settimane per chiudere»”

  1. Mauro ha detto:

    Qualità superiore, prezzi di mercato compatibili, quello che manca è una presenza sui punti vendita con prodotti nuovi e apperivoli . basta solo con i Baci è ora che Dimmi di sì!!!!!!!

  2. Catiuscia Rubeca ha detto:

    Purtroppo solo chi lavora in azienda e soprattutto in produzione sa e capisce cosa stiamo vivendo. Siamo stati usati a piacimento dell’azienda per vent’anni, par-time flessibili sempre pronti a tappare buchi, sempre pronti a svolgere mansioni da categorie superiori alle nostre per poi sentirsi buttare via come fazzolettini usati. Adesso in più stiamo vivendo in un clima di tensioni , dove i lavoratori graziati si sentono quasi in colpa di essere stati salvati, perché dopo aver lavorato anche per più di vent’anni con colleghi che ora sono anche amici, gli è toccato anche l’amaro compito di informare gli sfortunati decretati esuberi dall’azienda. Ci hanno tolto la possibilità di salutarci da amici, ma hanno invece voluto innescare una guerra tra poveri. Non abbiamo più lo stimolo a lavorare come è sempre stato nelle nostre coscienze, perchè abbiamo la consapevolezza che tutto sta crollando. Sta crollando una realtà storica della nostra regione che si tirerà dietro anche un indotto molto importante, portando all’affossamento di una regione stessa. Purtroppo come lavoratori non possiamo far altro che denunciare la nostra situazione, ben coscienti che ci sono realtà anche più difficili della nostra. Noi siamo più fortunati, perché verremo incentivati per aumentare il lavoro precario, inoltre le nostre scelte saranno su base volontaria, se non vogliamo essere licenziati, infondo facciamo parte di una grande famiglia e mamma Nestlè non abbandona mai i suoi amati figli!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.