martedì 7 aprile - Aggiornato alle 19:30

Perugina, dall’innovazione dei processi al polo logistico: ecco il piano per snellire gli esuberi

Manovre sottotraccia per agevolare la trattativa: gli strumenti in mano Regione e ministero. Nestlè il 6 porta nuovi numeri

Protesta davanti alla Perugina

di Ivano Porfiri

Al tavolo ufficiale siedono i manager della Nestlè, la Rsu e i sindacati. Ma di attori che si muovono sul palcoscenico complesso della vertenza Perugina ce ne sono anche altri, che lavorano dietro le quinte per agevolare un accordo che permetta di far ingranare il Piano di investimenti da 60 milioni dell’azienda, disinnescando nel frattempo la bomba ad orologeria dei 364 esuberi, il cui timer scadrà il 30 giugno 2018.

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Partita su più tavoli Il confronto serrato in sede territoriale, il cui ultimo incontro ha visto le parti scendere nel dettaglio di alcune proposte avanzate dai sindacati, tornerà a riunirsi il 6 novembre. Appena tre giorni prima dell’altro tavolo, quello al ministero dello Sviluppo economico, nel corso del quale il sottosegretario Teresa Bellanova si attende concreti passi in avanti che possano prefigurare un esito positivo della vertenza. Ma, a questi due tavoli, se ne aggiungono anche altri, paralleli, che non hanno mai smesso di riunirsi in queste settimane, anche quando la tensione era ai massimi livelli, per individuare strade percorribili.

STOP STATO DI AGITAZIONE

Il lavoro della Regione Tra gli attori più attivi c’è la Regione, coi suoi uffici in contatto costante con le parti. È emerso con chiarezza al termine dell’ultima riunione in Confindustria, dove sia il direttore delle Relazioni industriali Gianluigi Toia che la Rsu hanno pubblicamente dichiarato che nelle prossime settimane si riunirà un “Tavolo istituzionale” per affrontare l’argomento del polo logistico, ma non solo. Intanto il 25 ottobre a fare il punto saranno Regione e sindacati in un incontro informale.

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Polo logistico Tra le proposte avanzate dai sindacati, appunto, c’è quella di implementare il comparto della logistica attualmente presente a San Sisto. Come? Nestlè ha già respinto l’ipotesi di far confluire a Perugia le merci provenienti dallo stabilimento Buitoni di Benevento, dove produce perlopiù pizze surgelate, o l’acqua San Pellegrino (i sette stabilimenti sono quasi tutti al Nord Italia, ma ce ne sono anche a Firenze e nel frusinate). «Oggi un polo logistico Nestlè qui non ha senso», ha dichiarato Toia col supporto dei suoi tecnici. Non ha, però, chiuso all’incontro del “Tavolo istituzionale” sul tema. Tra le possibilità potrebbe esserci quella di far confluire a San Sisto altre merci prodotte in Umbria, ma al momento nessuno si sbilancia in merito.

MILLE IN PIAZZA PER LA FABBRICA

Innovazione L’altra carta in mano alle istituzioni per smuovere Nestlè è quella dei fondi per l’innovazione di processo e di prodotto. In altre vertenze questa mossa ha prodotto risultati, da Whirlpool a Electrolux, fino alla vicina Jp (ex Merloni). Se si riscrive parte del piano industriale con investimenti in tema di ricerca e sviluppo, in pratica, potrebbero arrivare consistenti finanziamenti statali, con l’appoggio della Regione. Purché si traducano in sbocchi occupazionali.

Ridurre gli esuberi Il quadro che va componendosi, a sentire le varie parti, per arrivare a una soluzione che accontenti tutte le parti, è dunque quello di un puzzle di interventi che vada ad assottigliare con diverse mosse lo stock di esuberi. In primis, ci sarebbero i circa 50 esodi volontari incentivati (60 mila euro al lavoratore e 30 mila ad aziende esterne per assumerlo) già in tasca di Nestlè, che ora ha sospeso le offerte per agevolare le trattative coi sindacati. Poi c’è il tema dell’insourcing, ovvero reinternalizzare alcuni servizi (pulizie e ‘picking’) per alcune decine di posti. Gli strumenti di cui si diceva, dalla logistica all’innovazione, possono anche loro dare un contributo.

Nestlè e gli ammortizzatori in deroga Ma anche Nestlè è chiamata a fare uno sforzo: per il 6 novembre Toia ha annunciato novità «molto interessanti» sul versante del marketing. Ci si attende un aumento di volumi e ore lavoro, nella consapevolezza, comunque, che ci vorranno tempi medio lunghi e molto impegno per far crescere l’export di cioccolato in modo da incidere in modo significativo sull’occupazione. Anche per questo l’ultimo tassello del puzzle sarà uno sforzo del governo sulla cassa integrazione in deroga. «Il piano che abbiamo sottoscritto – ha dichiarato Turcheria della Rsu – porterà a regime la Perugina a recuperare parte dei posti di lavoro. Serve del tempo, per cui ben venga tutto quello che ci permette di guadagnarne in un’ottica costruttiva, non per vivere di ammortizzatori sociali ma perché un piano c’è, lo dobbiamo solo far crescere».

Volantinaggio a Eurochocolate Sabato mattina, intanto le lavoratrici e i lavoratori della Perugina hanno effettuato un volantinaggio nel centro storico di Perugia per informare sulla vertenza in atto con Nestlé le migliaia di turisti che hanno invaso Perugia in occasione della manifestazione Eurochocolate. “Dietro quei Baci ci siamo noi!”: questo il titolo del volantino distribuito in via Oberdan, all’uscita del Minimetrò, nel quale si denuncia ancora una volta l’atteggiamento della multinazionale che vuole tagliare 364 posti di lavoro, condannando di fatto la Perugina ad una “lenta agonia”. Il volantinaggio verrà ripetuto nella giornata di domenica dalle 10 alle 12.

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