Gli uffici del Comune di Perugia (foto F.Troccoli)

di D.B.

Politiche per il turismo, tassa di soggiorno e mancate riduzioni di Imu e Tari. È su questi punti che si sono concentrate le critiche all’amministrazione comunale degli albergatori perugini presenti alla seduta della commissione cultura di Palazzo dei Priori, dove martedì sono stati discussi tre ordini del giorno: uno della maggioranza, quello di Francesco Vignaroli, e due dell’opposizione, presentanti dal pentastellato Stefano Giaffreda e dal dem Tommaso Bori; tutti con al centro i problemi del settore turistico che sta soffrendo sotto i colpi inferti dal terremoto. Alla seduta hanno partecipato Tiziano Ficola per l’associazione Guide turistiche dell’Umbria, Enrico Valentini di Federalberghi e Dante Palazzetti di Confindustria alberghi. Il primo ha messo sul tavolo i numeri che parlano di un calo, dall’agosto 2016 a oggi, di oltre il 70 per cento nella regione per quanto riguarda le richieste di visite guidate. «Un calo – ha detto – enorme e repentino, per il quale siamo estremamente preoccupati perché avrà i suoi effetti ancora per lungo tempo».

Tasse Le critiche all’amministrazione sono arrivate da parte di Valentini a proposito della tassa di soggiorno, «contro la quale la mia associazione ha fatto la guerra da anni, chiedendo più volte chiesto l’apertura di un tavolo di confronto tra operatori e istituzioni. Continuiamo a non capire perché gli introiti non vengano reinvestiti nel settore. Forse questa crisi può rappresentare il punto di svolta per fare qualcosa di positivo per il nostro turismo». Sul tema tasse si è invece concentrato Palazzetti: «Condivido – ha detto – tutte le azioni di cui si è parlato ma sono tutte azioni a medio-lungo termine, mentre noi abbiamo un “durante” da affrontare. Trovo assurdo e preoccupante che si stia qui a parlare di cosa dobbiamo fare, a distanza di nove mesi dal sisma, con un ritardo spaventoso. Il Comune avrebbe potuto fare qualcosa per venirci incontro, per esempio avrebbe potuto abbassare l’Imu, che a Perugia è al massimo, la nettezza urbana o la tassa della pubblicità. Io da solo con le mie strutture pago circa 10 mila euro».

Molto c’è da fare Da parte sua invece Giuseppe Capoccioni, presidente della Consulta operatori centro storico, oltre a ribadire la necessità di un tavolo di confronto sulla tassa di soggiorno, ha sottolineato che «la carenza più grande è stata la mancanza di un tema sintetico che valorizzi Perugia e la renda unica agli occhi del turista e sul quale focalizzare l’attrattiva turistica della città. Ben venga, dunque il tema dei Templari, mai sfruttato, così come la cinta muraria etrusca quale bene Unesco, sulle quali dovremmo puntare per costruire una seria politica turistica, per la città ma anche per l’intera regione». Nel corso del dibattito l’assessore al commercio Cristiana Casaioli ha ricordato che la giunta ha diminuito il peso della tassa di soggiorno (un taglio di circa il 10 per cento varato un anno fa) ma che «molto c’è da fare sul turismo in sinergia con gli operatori, e se la promozione turistica unitaria è in capo alla Regione, è comunque fondamentale che i Comuni, soprattutto quelli più rappresentativi, possano avere voce in capitolo».

Gli assessori Delle iniziative intraprese fino a ora dall’amministrazione ha parlato invece l’assessore alla cultura Teresa Severini; tra queste la mostra fotografica #JazzaPerugia che sarà aperta il 30 giugno, l’inserimento di Perugia all’interno del Tour dei Templari in collaborazione con la Route des Templiers, di Perugia 1416 in una rete europea di manifestazioni storiche, la candidatura Unesco Spur Città etrusche portata avanti insieme a Orvieto, la traduzione in russo della sezione dedicata al turismo del sito del Comune e il lavoro «per portare a Perugia mostre multimediali – ha riferito – come quelle di Van Gogh, Klimt e per installare alla Rocca Paolina video mapping che mettano in evidenza in maniera innovativa le ricchezze della città». Dopo il dibattito, la votazione dei tre ordini del giorno è stata rinviata a una prossima seduta.

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