Mary una residente-©Fabrizio Troccoli

L’assegno pensionistico di dicembre 2025 sarà più consistente rispetto al resto dell’anno per effetto della tredicesima, della quattordicesima per chi ne ha diritto e del cosiddetto bonus Natale, un contributo introdotto oltre vent’anni fa e riservato ai redditi più bassi. Da gennaio 2026 scatterà invece la rivalutazione legata all’inflazione, che dovrebbe tradursi in un incremento contenuto.

Il bonus Natale è destinato solo a chi percepisce una pensione inferiore a 8.039,15 euro lordi l’anno e rientra in specifici limiti di reddito familiare. L’Inps integrerà l’assegno fino a raggiungere quella soglia, erogando per intero i 154,95 euro solo a chi non supera il trattamento minimo. La misura riguarda quindi una platea ristretta di pensionati con redditi molto bassi.

La tredicesima sarà invece versata a tutti i pensionati, con un importo vicino alla mensilità ordinaria. L’importo preciso dipende dal numero di mesi trascorsi in pensione nell’arco dell’anno. Chi ha iniziato a percepire l’assegno dopo metà anno riceverà una somma proporzionalmente inferiore. Sulla tredicesima il prelievo fiscale è più alto, perciò l’ammontare netto risulta leggermente ridotto rispetto alla mensilità standard.

La quattordicesima, normalmente prevista a luglio, sarà corrisposta a dicembre a chi è andato in pensione dopo il 31 luglio e rispetta i requisiti fissati per reddito, età e contributi. L’importo oscillia tra 336 e 655 euro. A determinare la cifra sono gli anni di contribuzione e il livello di reddito, che non deve superare i 15.688,40 euro lordi l’anno.

Dall’inizio del 2026 entrerà in vigore la rivalutazione degli assegni sulla base dell’indice dell’inflazione. Le stime parlano di un valore attorno all’1,4 o all’1,5 per cento. L’aumento sarà pieno per chi percepisce fino a 2.413,60 euro lordi al mese. Sopra questa soglia la rivalutazione sarà parziale, con percentuali ridotte per gli assegni più alti.

In Umbria, dove vivono circa 215 mila pensionati secondo i dati più recenti dell’Inps, la somma di queste misure avrà effetti diversi a seconda dei profili. L’incidenza del bonus Natale resta limitata, poiché riguarda solo chi ha redditi inferiori al trattamento minimo. Più ampio il beneficio della tredicesima, che rappresenta un sostegno importante soprattutto per i nuclei monoreddito e per i pensionati soli, una componente significativa della popolazione anziana della regione. La quattordicesima, corrisposta a una quota più ristretta, avrà comunque un ruolo rilevante nelle aree interne, dove gli assegni medi sono più bassi rispetto alla media nazionale.

Il quadro complessivo conferma che l’aumento di dicembre è in gran parte legato a meccanismi già rodati, mentre la rivalutazione di gennaio sarà modesta e legata all’andamento dei prezzi.

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