Lo stabilimento di Spello

di C.F.
Twitter @chilodice

La corda s’è rotta. E da venerdì Pasta Julia srl ha interrotto la produzione, spedito a casa in ferie forzate tutti i lavoratori e avviato le operazioni di dismissione dell’attività produttiva. Dopo sei mesi di tira e molla l’imprenditore Nico Valecchi che da un anno e mezzo gestisce lo stabilimento di Spello, mantenendo la produzione e pagando gli stipendi, ha detto basta.

In bilico proposta di acquisizione In particolare, il rappresentante della srl ha annunciato alle organizzazione sindacali la volontà di ritirare la proposta di acquisizione in concordato di Pasta Julia spa. E i sindacati, di fronte allo stop della produzione e a scenari nefasti, alzano la voce: «Non possiamo più aspettare le decisioni del Consiglio di amministrazione della spa, titolare della procedura di concordato, che ad ogni incontro cambia versione e soggetti interessati al subentro di Pasta Julia srl».

Cgil-Csil A parlare sono Loreto Fioretti della Fai Cisl e Augusto Paolucci della Flai Cgil: «Siamo stanchi dei giochi i furbetti di quartiere che cambiano idea in base ai propri interessi – proseguono – mentre i lavori continuano a vivere una pesante situazione di precarietà». Nel mirino, inevitabilmente, anche la Regione, attraverso Gepafin, socio della spa con cira il 27%.

Gepafin e la paura dei lavoratori «Anche Gepafin deve chiarire una volta per tutte la sua posizione e perciò da lunedì i lavoratori saranno riuniti in assemblea permanente per decidere le iniziative sindacali da adottare, nessuna esclusa». La paura dei lavoratori, con la produzione fermata, è quella di perdere il proprio posto di lavoro « anche in considerazione delle decisioni che ultimamente i tribunali stanno assumendo e che sembrano privilegiare gli interessi delle banche piuttosto che quelli del lavoro, dei lavoratori e delle loro famiglie».

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