La sede della storica azienda poligrafica (Foto Fabrizi-U24)

di Chiara Fabrizi

Ancora un’asta deserta per la Nuova Panetto&Petrelli, la storica azienda poligrafica di Spoleto. Ma la novità è un’altra. È spuntata in queste ore una dichiarazione di interesse per l’acquisto dell’80% del pacchetto azionario. A presentarla nei giorni scorsi al curatore fallimentare, Enzo Loreti, sono stati direttamente i trenta  operai in forze all’azienda affiancati e sostenuti dagli stessi dirigenti. Insomma, acquista sostanza l’ipotesi di una cordata di operai pronti a rilevare la quota di maggioranza.

Le cinque aste Da quando la controllante, la Team 2000 spa di Latina, ha dichiarato il fallimento per la Nuova Panetto&Petrelli si è aperto un valzer di aste, cinque per la precisione, che in neanche dodici mesi hanno portato il prezzo della storica poligrafica a scendere da 1,8 milioni di euro, battuti in prima chiamata, ai 560 mila euro chiesti giovedì mattina. Le cinque aste sono sempre andate deserte, tanto che il giudice Roberto Amatore in questi mesi non ha potuto far altro che seguire l’iter previsto, convocando nuove aste e ribassando il prezzo, di volta in volta, del 25%. La sesta chiamata dovrebbe essere battuta alla metà di gennaio a 420 mila euro.

La cordata di operai E forse a dar concretezza a quella che fino a qualche settimana fa era solo una delle ipotesi messe sul tavolo è stata proprio questa persistente e per certi versi, soprattutto considerando l’immobile, incomprensibile assenza di offerte economiche. Insomma, alla fine a mettere nero su bianco una dichiarazione di interesse d’acquisto sono stati gli operai e i quadri dirigenti della Nuova Panetto&Petrelli. Un significativo passo in avanti per una manovra che solo alla metà di ottobre appariva embrionale. Un’operazione, quella che potrebbero mettere a punto gli operai, né inedita né tanto meno rivoluzionaria ma comunque estremamente coraggiosa se non altro perché richiederà, nel caso in cui dovesse concretizzarsi, un investimento diretto da parte delle maestranze.

Nuova Panetto&Petrelli, «una mosca bianca» Nonostante le implicite difficoltà che il fallimento della propria controllante ha comportato, la produzione della storica poligrafica di viale Martiri non si è mai fermata e non ha mai registrato alcun tipo di ritardo. Tra alti e bassi le commesse non si sono mai bloccate e gli stipendi, aspetto di non poco conto, sono sempre stati pagati. In questo senso il caso della Nuova Panetto&Petrelli resta un unicum, una «mosca bianca» che grazie alla professionalità delle proprie maestranze e alla serietà del management continua a tenere ben saldo il timone. E forse già dalla prossima asta un’altra parentesi, l’ennesima, della centenaria storia di questo stabilimento potrebbe essere chiusa.

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