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sabato 8 maggio - Aggiornato alle 00:32

Oro Verde più ‘giovane’: i migliori oli della campagna olearia. Umbria in controtendenza: «Annata molto proficua»

Il Concorso per le eccellenze olearie ha emesso i suoi verdetti, tra Dop ed Extravergini. I dati: 6.500 tonnellate contro le 2.670 dello scorso anno. Stallo delle vendite, mitigato dall’online

La cerimonia di premiazione dell'Oro verde dell'Umbria

di Danilo Nardoni

Al termine di un percorso che quest’anno ha incontrato i durissimi ostacoli posti dall’emergenza Covid 19, il Premio ‘Oro Verde dell’Umbria’ è giunto al compimento della sua ventiduesima edizione. Il Concorso regionale per le eccellenze olearie, voluto e organizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria, ha premiato i migliori oli Dop e Extravergini dell’Umbria. Hanno partecipato in tutto 39 oli prodotti in Umbria, 24 Dop (Denominazione di Origine Protetta) e 15 extravergini.

Chi accede all’Ercole Olivario In base ai risultati dell’Oro Verde sono ora ammesse a partecipare alle selezioni dell’Ercole Olivario, premio nazionale per le eccellenze olearie, per i Dop 8 aziende: Azienda Agricola Decimi, Azienda Agricola Viola, Bacci Noemio, Azienda Agricola Augusto Coli, Ranchino Eugenio, Frantoio di Spello, Azienda Agricola Oliveto, Azienda Agricola Marfuga. Primo classificata in questa categoria è quindi il Frantoio Decimi di Bettona, secondo l’olio Selezione Colleruita di Viola di Sant’Eraclio di Foligno e terzo Bacci Noemio di Gualdo Cattaneo. Per gli Extravergini di Oliva, invece, sono questi i 4 oli che accedono all’Ercole Olivario: ‘Il Sincero’ dell’azienda agraria Viola, ‘L’Affiorante’ dell’azienda agraria Marfuga, Nostrum dell’Azienda Agricola La Fonte e l’olio extravergine dell’Azienda Agricola Locci.

Premi vari Il Premio Piccole Produzioni Certificate se lo aggiudica l’olio DOP “Il Rocolo” dell’azienda Gori Maria Paola di Panicale. Premio Qualità ed Immagine va all’Azienda Agraria Mannelli Giulio di Bettona. Con Menzione di Merito ‘Impresa donna’ sono state premiate le aziende: Gori Maria Paola, CM – Centumbrie, Azienda Agraria Simona Ciarletti, Azienda La Montagnola, Azienda Agraria Decimi, Società agricola Agricadd. Menzione di merito ‘Impresa Digital communication’ va ancora all’Azienda CM – Centumbrie di Agello. La Menzione Speciale ‘Olio Biologico’, inoltre, all’Olio Colio dell’Azienda Agricola Augusto Coli di Marsciano. Infine il Diploma Gran Menzione per gli oli Extravergine, l’olio “l’Affiorante” dell’Azienda Agraria Marfuga di Campello sul Clitunno.

Cerimonia premiazione Il concorso Oro Verde dell’Umbria anche quest’anno ha previsto esami organolettici e analisi sensoriali, affidati a una giuria regionale composta da 16 assaggiatori, riconosciuti esperti di olio di oliva, guidati dal Capo panel Giulio Scatolini e dalla Coordinatrice Angela Canale. La cerimonia di premiazione aperta da Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e del Comitato di Coordinamento dell’Oro Verde, è stata nel segno e nel ricordo di George Phellas, funzionario della Camera di Commercio dell’Umbria che ha seguito la nascita e l’evoluzione del Premio nazionale Ercole Olivario e dell’Oro Verde dell’Umbria. «L’Oro Verde è il patto che abbiamo stretto con il nostro mondo olivicolo, per la valorizzazione di un prodotto straordinario, d’eccellenza – ha detto Mencaroni – un olio straordinario, frutto di un ambiente vocato da millenni alla coltivazione dell’ulivo. Solo in Umbria vegetano e producono 38 cultivar diverse, in Italia oltre 400 in produzione, quando in Spagna, primo produttore di olio al mondo, se ne contano soltanto 16».

Campagna olearia Per l’occasione sono stati forniti i dati della campagna olearia 2020-2021, sia in Italia che in Umbria. L’Italia ha patito un calo netto del 30%, fermandosi a 255 mila tonnellate di olio circa nel 2020-2021. In Umbria, al contrario, è stata un’annata molto proficua: 6.500 tonnellate di olio contro le 2.670 dello scorso anno. In alcune zone si può parlare quindi di un incremento del 70%, come sottolinea la Camera di Commercio nel suo report. «Peraltro occorre notare – spiega l’ente camerale – che questo notevole quantitativo di prodotto ha finito con il determinare uno stallo delle vendite dell’olio umbro. Poi il Covid ci ha messo del suo, contribuendo a rallentare ulteriormente le vendite. Anche se va sottolineato come la crescita del commercio online di olio confezionato, ha in parte mitigato il problema. Non si registrano differenze apprezzabili sul numero di imprese olearie attive: 215 il totale regionale, 156 in provincia di Perugia e 59 in provincia di Terni. La produzione della provincia di Perugia rappresenta il 65% del totale, quella della provincia di Terni il 35%. Le rese di olio/quintali di olive mediamente si sono aggirate intorno ai 14/15 kg». Infine un dato suggestivo: il numero degli ulivi in Umbria si aggira intorno ai 7 milioni e mezzo. Come dire, più di 8 ulivi per ogni umbro.

Rinnovamento «E possiamo dire, con orgoglio – ha infine sottolineato Mencaroni – che anche grazie alla spinta delle iniziative del sistema camerale, come l’Ercole Olivario e l’Oro Verde, si è sviluppato un rinnovamento del settore olivicolo da far parlare di ‘Rinascimento’ dell’olio dop e extra vergine d’oliva italiano e umbro. Che, peraltro, vede impegnati nuovi protagonisti, forze fresche, giovani e donne. L’Oro Verde dell’Umbria ha intercettato questa linea verde che sostiene una decisa volontà di investire in olivicoltura, per valorizzare cultivar autoctone, procedere a reimpianti, puntando su processi innovativi e sullo sviluppo tecnologico. E mi fa particolarmente piacere notare come negli ultimi anni abbiamo visto scendere l’età media dei premiati dell’Oro Verde, grazie all’inserimento nelle aziende delle nuove generazioni».

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