mercoledì 3 giugno - Aggiornato alle 02:12

Nuovi farmaci grazie alla fisica subatomica: investiti 2,4 milioni in spin-off dell’Università

La Sibylla Biotech è partecipata dall’Ateneo umbro, dal quello di Trento e dall’Istituto nazionale di fisica nucleare

Un momento della presentazione

Sviluppare nuovi farmaci prendendo in prestito gli strumenti con cui la fisica teorica studia le particelle elementari nel mondo subatomico. È questa la sfida lanciata dalla neonata Sibylla Biotech, società spin-off dell’Infn (l’Istituto nazionale di fisica nucleare), delle Università di Trento e Perugia su cui il fondo Vertis Venture 3 Tech Transfer ha deciso di puntare investendo 2,4 milioni di euro. L’investimento, che risale al luglio scorso, è stato reso noto lunedì durante una conferenza stampa – alla quale ha partecipato anche Maria Letizia Barreca, professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’Università di Perugia – organizzata da Hit-Hub Innovazione Trentino. Gli scienziati soci fondatori di Sibylla Biotech hanno sviluppato una piattaforma innovativa per la scoperta di nuovi target farmacologici sfruttando competenze che vanno dalla fisica sub-nucleare, all’informatica, alla biologia cellulare, alla chimica farmaceutica, in cui l’interdisciplinarità è la chiave vincente.

Lo spin-off Sibylla, che ora continuerà lo sviluppo della tecnologia, ne ha acquisito la licenza dall’Infn, dall’Università di Trento e dalla Fondazione Telethon che hanno finanziato la ricerca. Elemento cruciale di questo nuovo approccio alla ricerca di potenziali farmaci è l’impiego di un metodo di calcolo che si basa su metodi matematici di fisica teorica che sono stati originariamente sviluppati per studiare fenomeni tipici del mondo subatomico, come l’effetto tunnel quantistico, poi adattati per simulare processi biomolecolari complessi, come il ripiegamento e l’aggregazione di proteine. Il metodo è stato impiegato con successo per lo studio della replicazione del prione, la proteina responsabile del morbo della mucca pazza, e ha portato al primo modello computazionale realistico al mondo di questo meccanismo. Un risultato pubblicato sulla rivista Plos Pathogens e dalle enormi potenzialità per la futura ricerca mirata di farmaci in grado di contrastare gravi malattie oggi incurabili.

Approccio interdisciplinare «Sibylla Biotech – ha detto Ezio Previtali, a capo del Comitato per il trasferimento tecnologico dell’Infn – è un esempio notevole in cui le teorie della fisica delle particelle elementari sono diventate strumenti innovativi per descrivere i processi biologici di base. Questo approccio interdisciplinare che coinvolge altri partner importanti, le Università di Trento e Perugia e la Fondazione Telethon, dimostra che un’interconnessione molto più forte tra i diversi settori scientifici potrebbe generare impatti molto importanti e utili sull’economia e sulla società. L’ulteriore coinvolgimento dell’importante partner Vertis Venture 3 Tech Transfer garantirà gli investimenti necessari a sostegno di questa imprenditoria molto innovativa».

Vertis Il Fondo effettua investimenti in spin-off universitari e in aziende originate da un incubatore o acceleratore di start-up appartenente o affiliato a organismi di ricerca; in particolare queste realtà devono operare su tecnologie, prodotti e/o servizi riferibili ad alcuni settori obbiettivo identificati da Horizon 2020, cioè «Leadership industriale» e «Sfide per la società». Vertis affianca progetti nella costituzione delle imprese spin-off e li supporta lungo tutto il percorso di valorizzazione, ed è il primo fondo di trasferimento tecnologico nel quale ha investito la piattaforma ItaTech, iniziativa congiunta di Cassa depositi e prestiti e Fondo europeo per gli investimenti dedicata al finanziamento dei processi di trasferimento tecnologico.

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